Comunicato stampa CdO Opere Educative

con interrogazione parlamentare del 14 luglio 2010 in allegato

 

Comunicato Stampa

 

In occasione dello svolgimento delle interrogazioni parlamentari a risposta immediata del 14 luglio u.s., il ministro Gelmini ha affermato ancora una volta la “necessità che il Ministero attivi tutte le iniziative utili per realizzare concretamente il principio della libertà di scelta educativa”, abbandonando “un approccio ideologico, una sorta di contrapposizione che troppe volte ha animato il dibattito in materia scolastica fra scuola statale e scuola paritaria.”

La CdO Opere Educative non può che compiacersi per questo, avendo già più volte sottolineato come la ripresa del sistema scolastico italiano passi attraverso la realizzazione di una piena autonomia gestionale che accomuni scuole statali e paritarie, sia in ordine alle risorse economiche che alla libertà educativa e di arruolamento del corpo docente. E ciò –come ha sottolineato lo stesso ministro- per “mettere in campo tutte le iniziative utili per garantire ai nostri ragazzi una buona scuola, indipendentemente dal fatto che sia statale o paritaria.

In tal senso, l’intenzione del ministro Gelmini di “rivedere e di immaginare un adeguamento della legge n. 62 del 2000, che in alcuni punti appare lacunosa o comunque non in linea con l'attuale processo di sviluppo del sistema scolastico e formativo”, può essere condivisibile, a condizione che tale processo avvenga in tempi rapidi e con il concorso diretto delle realtà associative che sono impegnate in prima linea nell’ambito della parità scolastica.

Se è rassicurante, poi, la conferma dei 130 milioni di euro per il 2010 (di cui però è assolutamente urgente l’erogazione), meno confortante appare l’affermazione che il Ministero “non è ancora in grado di stabilizzare negli anni il contributo previsto per le scuole paritarie”. Eppure, lo stesso ministro ha riconosciuto che “il problema delle risorse si risolve cercando innanzitutto di ottimizzarne l'impiego e di favorire un utilizzo più virtuoso”. Il grande risparmio che le scuole paritarie garantiscono allo Stato (circa 6 miliardi di euro all’anno!) costituisce già una risposta chiara a tale problema: incrementare la possibilità di far crescere la scuola paritaria costituisce una rapida e concreta possibilità di ottimizzare l’impiego delle risorse a favore di tutto il sistema scolastico italiano, anche di quello statale.

Per fare questo gli strumenti esistono e sono facilmente realizzabili: dote scuola, deduzioni/detrazioni a favore delle famiglie, stabilizzazione e incremento dei finanziamenti già in atto, etc. Non vorremmo che la crisi in atto diventasse una nuova scusa per  confermare quelle discrepanze  che – a dispetto delle positive affermazioni di principio- non permettono poi alle famiglie di scegliere realmente per i propri figli il modello educativo che desiderano.

Attendiamo fiduciosi, dunque, iniziative e proposte concrete: la CdO Opere Educative è pronta, come già in altre occasioni, a collaborare attivamente a favore della libertà di scelta educativa e dello sviluppo di tutto il nostro sistema nazionale di istruzione.

Milano, 15 luglio 2010

                                                                                                                 Ufficio Stampa CdO Opere Educative

 

 

 

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

(Iniziative in materia di finanziamenti per le scuole paritarie - n. 3-01175)

PRESIDENTE. L'onorevole Binetti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Vietti n. 3-01175 concernente iniziative in Pag. 38materia di finanziamenti per le scuole paritarie (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), che ha testé sottoscritto, per un minuto.

PAOLA BINETTI. Signor Presidente, la domanda contenuta in questa interrogazione è volta a risolvere una sorta di contraddizione che si è creata rispetto ad un'affermazione che ha recentemente fatto il Ministro in un convegno organizzato presso la Camera dei deputati in cui, riferendosi all'applicazione della legge n. 62 del 2000, ha affermato come occorra superare tutta una serie di pregiudizi per permettere alle famiglie di scegliere liberamente dove iscrivere i propri figli.
Ha fatto inoltre un riferimento economico molto concreto e molto preciso, sottolineando come un allievo che frequenta una scuola paritaria costa allo Stato 584 euro mentre un allievo che frequenta la scuola pubblica ne costa 6.116. Di fatto, quello che accade è che molti uffici scolastici regionali lamentano il fatto che i fondi destinati alla scuola paritaria dalla legge finanziaria per il 2010 non sono stati ancora assegnati.

PRESIDENTE. Onorevole Binetti, deve concludere.

PAOLA BINETTI. Tenendo conto che la scuola paritaria - come il Ministro ha ripetutamente sostenuto - svolge un ruolo pari a quello della scuola pubblica, chiediamo quali misure intenda assumere in proposito il Ministro.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini, ha facoltà di rispondere.

MARIASTELLA GELMINI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Signor Presidente, in ordine al tema della parità scolastica ritengo importante quanto contenuto all'interno di questa interrogazione e condivido la necessità che il Ministero attivi tutte le iniziative utili per realizzare concretamente il principio della libertà di scelta educativa. Per fare questo - l'ho detto più volte e lo ribadisco anche in questa sede - occorre abbandonare un approccio ideologico, una sorta di contrapposizione che troppe volte ha animato il dibattito in materia scolastica fra scuola statale e scuola paritaria.

Occorre invece mettere in campo tutte le iniziative utili per garantire ai nostri ragazzi una buona scuola, indipendentemente dal fatto che sia statale o paritaria. Per fare questo, abbiamo attivato presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca un gruppo di lavoro che, in collaborazione con l'amministrazione, sta individuando e mettendo in atto risposte concrete rispetto ai problemi che emergono in questo settore, anche avanzando importanti proposte a sostegno delle scuole paritarie che accolgono alunni disabili. Ritengo anche che forse sia venuto il momento di rivedere e di immaginare un adeguamento della legge n. 62 del 2000, che in alcuni punti appare lacunosa o comunque non in linea con l'attuale processo di sviluppo del sistema scolastico e formativo. Vengo al tema delle risorse. È chiaro che, per garantire la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie, le risorse sono importanti. Noi non siamo ancora in grado di stabilizzare negli anni il contributo previsto per le scuole paritarie, ma abbiamo previsto per il 2010 la conferma dei 130 milioni di euro. Si dirà che si trovano risorse solo per le scuole paritarie; non è così, perché abbiamo individuato per la scuola statale 213 milioni di euro per le spese di funzionamento (60 milioni in più dell'anno passato) e 150 milioni di euro per le supplenze brevi, a significare che il nostro compito è quello di creare una sinergia tra tutte le iniziative scolastiche presenti nel nostro Paese annoverabili nell'ambito della scuola statale e nell'ambito della scuola paritaria. Il problema delle risorse si risolve, cercando innanzitutto di ottimizzarne l'impiego e di favorire un utilizzo più virtuoso. Credo che alcuni provvedimenti che abbiamo assunto (per esempio, in materia di edilizia scolastica, in materia di pulizia delle scuole) vadano nella direzione di innalzare il livello del servizio scolastico nel nostro Paese. I 130 milioni sono stati confermati, quindi credo che questo sia uno passaggio comunque positivo, come anche le risorse individuate per le supplenze e per il funzionamento.

PRESIDENTE. L'onorevole Binetti ha facoltà di replicare.

PAOLA BINETTI. Signor Presidente, come il Ministro sa bene, non basta affermare che dobbiamo andare oltre le ideologie se poi, di fatto, le risorse creano delle discrepanze  che non permettono alle famiglie di scegliere realmente per i propri figli il modello educativo che desiderano. Le scuole paritarie in questi anni hanno fatto grandi sforzi per accettare completamente nel loro modello educativo e nel loro impianto tutte le sollecitazioni e le richieste che provenivano dal Ministero. Ciò, tenendo conto del fatto che la stragrande maggioranza delle scuole paritarie si dà una mission specifica, un progetto educativo molto concreto, un'attenzione del tutto particolare allo sviluppo delle capacità di ragazzi che potrebbe in qualche modo rappresentare anche un modo diverso di intendere la vita associativa, la vita di gruppo, l'impegno sul piano sociale. Da questo punto di vista le scuole paritarie costituiscono un'esperienza di modello straordinariamente significativa e stimolante anche per le scuole pubbliche. Molto spesso vi sono delle sperimentazioni che sono nate nelle scuole paritarie e che in qualche modo hanno raggiunto i loro obiettivi, hanno mostrato la qualità delle iniziative che si prendevano, dopodiché sono state in qualche modo traghettate nella scuola pubblica. Togliere alle famiglie questa possibilità concreta di scegliere per i propri figli il modello di educazione che preferiscono è in flagrante contraddizione - come ben sa il Ministro - con la nostra Costituzione. A tal proposito, ci auguriamo che questo messaggio rassicurante che lei porta qui in Aula in questo momento raggiunga gli uffici regionali, perché è negli uffici regionali che molte volte le scuole paritarie trovano la loro barriera, trovano le difficoltà di affrontare nel concreto le responsabilità che si assumono e gli impegni, anche sul piano economico e finanziario, che ogni scuola deve prendere per far fronte ai compiti che comporta la formazione di un gruppo di persone giovani e tutto quello che è necessario per la preparazione dal punto di vista dei modelli didattici, ma anche della sicurezza e dell'edilizia scolastica (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

 

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