Interrogazione a risposta in VII Commissione 5-03195

Sugli alunni diversamente abili nelle scuole paritarie

ATTO CAMERA

CAMERA DEI DEPUTATI - XVI LEGISLATURA
Resoconto della VII Commissione permanente
(Cultura, scienza e istruzione)

 

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03195

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 349 del 07/07/2010

Firmatari

Primo firmatario: PALMIERI ANTONIO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 07/07/2010

Commissione assegnataria

Commissione: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)

Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA delegato in data 07/07/2010

Stato iter:

CONCLUSO il 21/07/2010

Partecipanti allo svolgimento/discussione

RISPOSTA GOVERNO

21/07/2010

Resoconto

VICECONTE GUIDO

SOTTOSEGRETARIO DI STATO ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA

 

REPLICA

21/07/2010

 

Resoconto

PALMIERI ANTONIO

POPOLO DELLA LIBERTA'

 

Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 07/07/2010
DISCUSSIONE IL 21/07/2010
SVOLTO IL 21/07/2010
CONCLUSO IL 21/07/2010

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03195

presentata da

ANTONIO PALMIERI
mercoledì 7 luglio 2010, seduta n.349


PALMIERI. -

Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

- Per sapere - premesso che:


la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea stabiliscono che l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente dalle autorità pubbliche;

la Costituzione italiana stabilisce che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono l'esercizio dei diritti/doveri educativi, formativi, scolastici di natura personale ed istituzionale;

la frequenza degli alunni diversamente abili al percorso di istruzione nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria nelle scuole paritarie è favorita da apposite convenzioni tra Stato e scuole che realizzano il pari trattamento degli alunni in quanto soggetti portatori di diritti indipendentemente dal tipo di scuola frequentata;

attualmente le scuole paritarie, come quelle statali, sono obbligate (legge n. 62 del 2000 e n. 104 del 1992) ad accogliere ed inserire alunni diversamente abili, senza la possibilità di vedere riconosciuto da parte dell'amministrazione statale nessuno strumento didattico, nessun personale di sostegno né finanziamenti per la formazione del personale e per la dotazione delle attrezzature necessarie;

le scuole paritarie, come quelle statali, sono così tenute a garantire il diritto allo studio, ad eliminare le barriere architettoniche, a garantire l'assistenza igienica del personale ausiliario senza veder, tuttavia, assegnati all'alunno diversamente abile quegli strumenti, quel personale e quelle risorse che sono invece garantiti all'alunno diversamente abile frequentante la scuola statale, per cui il diritto soggettivo del portatore di handicap, che non varia in base al tipo si scuola prescelta, non trova applicazione nel caso di alunno frequentante una scuola non statale;

numerose sentenze di tribunali ordinari hanno sancito, dal 2001 in poi, l'obbligo del Ministero e, conseguentemente, dell'amministrazione periferica di assumersi totalmente l'onere economico dell'insegnante di sostegno, rispettando così il diritto della persona portatrice di handicap all'educazione, all'integrazione sociale e alla partecipazione alla vita della comunità, nonché il diritto di crescere in un ambiente favorevole allo sviluppo della sua personalità e delle sue attitudini;

l'attuale assenza degli interventi per gli alunni diversamente abili frequentanti le scuole paritarie, che lo Stato garantisce agli alunni portatori degli stessi svantaggi ed iscritti alla scuola statale, lede la dignità della persona umana e l'equo trattamento della stessa, specialmente di fronte a situazioni di svantaggio;

è importante sottolineare che il sostegno non è insegnamento in sé, quanto piuttosto il supporto per rendere l'insegnamento fruibile e dunque esso deve essere a carico dello Stato sia nelle scuole pubbliche che in quelle private;

la mancata assegnazione delle stesse risorse materiali, strumentali e del personale all'alunno frequentante la scuola paritaria si configurerebbe come lesione del principio solidaristico che informa, tra gli altri, il nostro ordinamento nazionale -:


quali iniziative di competenza il Ministro intenda porre in atto per fornire anche agli istituti paritari i supporti didattici, di personale e finanziari necessari per dare piena attuazione al diritto allo studio, anche per i minori diversamente abili, al pari di quanto garantito nelle scuole statali, tutto ciò anche per non ledere la libertà di scelta, da parte dei genitori, dell'istituto da far frequentare ai loro figli. (5-03195)

 

 

ALLEGATO 5

5-03195 Palmieri: Assegnazione di risorse materiali, strumentali e di personale agli istituti paritari.

TESTO DELLA RISPOSTA

Nell'atto in discussione si segnala l'esigenza che nell'ambito del sistema nazionale di istruzione istituito dalla legge n. 62 del 2000 siano concretamente offerte pari opportunità di integrazione per gli alunni diversamente abili, sia nell'ipotesi di iscrizione alle scuole gestite dallo Stato che nell'ipotesi di iscrizione alle scuole paritarie gestite da soggetti privati.
A tal proposito, l'onorevole interrogante lamenta che all'obbligo di inserimento di studenti con handicap, che ne facciano richiesta, non corrisponde una disponibilità di risorse finanziarie, di personale e di attrezzature tecnico-didattiche pari a quella delle scuole statali, venendosi così a determinare una gravosa situazione di svantaggio rispetto alle scuole statali.
È avvertita l'esigenza rappresentata, che è riconducibile nell'ambito del tema sulla libertà di scelta educativa delle famiglie su cui ha riferito il Ministro Gelmini in Aula Camera il 14 luglio scorso rispondendo all'interrogazione a risposta immediata dell'Onorevole Vietti ed altri n. 3-01175.
Come già fatto presente dal Ministro nella predetta circostanza, per una corretta realizzazione del principio di libertà di scelta educativa va superato l'approccio ideologico che troppe volte ha animato, con contrapposizioni, il dibattito in materia scolastica fra scuola statale e scuola paritaria.
È necessario dare risposte adeguate alle esigenze di istruzione e formazione del cittadino, mediante la realizzazione di un sistema pubblico che fondi sul principio di sussidiarietà forme di pluralismo educativo, per garantire agli studenti una scuola di qualità, in linea con gli standard europei ed internazionali, indipendentemente dal fatto che sia statale o privata paritaria.
Occorre conseguentemente procedere all'aggiornamento della legge n. 62 del 2000, superandone gli aspetti lacunosi e adeguandola alle esigenze poste dal processo di sviluppo del sistema scolastico e formativo.
In questa ottica è stato attivato presso il Ministero un apposito gruppo di lavoro che, in collaborazione con l'amministrazione, sta individuando risposte concrete rispetto ai problemi emersi in questo settore, anche avanzando importanti proposte a sostegno delle scuole paritarie che accolgono alunni disabili.

Ciò premesso, ricordo che attualmente gli stanziamenti di bilancio relativi alle scuole paritarie comprendono tutte le somme da erogare come contributi alle scuole paritarie.
Detti contributi sono assegnati alle scuole secondo i criteri stabiliti dall'annuale decreto ministeriale, previsto dal comma 636 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006.
I decreti ministeriali emanati negli anni decorsi hanno sempre previsto l'erogazione di contributi alle scuole che accolgono alunni diversamente abili.
Va peraltro precisato che, mentre per le scuole primarie in convenzione le disposizioni attuali (decreto del Presidente della Repubblica n. 23 del 9 gennaio 2008) prevedono un contributo consistente per gli alunni disabili certificati, nella scuola dell'infanzia e nella scuola secondaria non è previsto un contributo fisso, ma un contributo rapportato alle disponibilità di


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bilancio a livello regionale, in relazione all'esigenza di ripartire i fondi tra tutte le tipologie di scuole paritarie.
Tali contributi, quindi, variano in relazione ai fondi assegnati in bilancio agli uffici scolastici regionali.
Di conseguenza, mentre alla scuola primaria è assicurato un supporto economico per far fronte alle esigenze dell'alunno disabile, lo stesso non accade nella scuola secondaria, quando lo stesso alunno prosegue il percorso scolastico nella scuola dell'obbligo.
Detto questo, ribadisco che la problematica dell'integrazione e del sostegno alle scuole che accolgono alunni diversamente abili è comunque all'attenzione del Ministero, che sta studiando alcune ipotesi di soluzione che assicurino la continuità nell'erogazione delle risorse, tenendo conto del numero degli alunni interessati e del fabbisogno effettivo in riferimento alla gravità della disabilità.
Per quanto concerne in particolare la formazione degli insegnanti, ricordo che è in atto il progetto «I care» , che si pone l'obiettivo di promuovere nelle istituzioni scolastiche, dalle scuole dell'infanzia agli istituti superiori, sistematiche azioni e attività di formazione dei docenti e dei dirigenti delle scuole statali e paritarie sugli snodi delle politiche dell'integrazione.
Ricordo inoltre che sia la direttiva per il 2009 che lo schema di direttiva per l'anno 2010, riguardanti il fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi istituito dalla legge n. 440 del 1997, individuano l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap come obiettivo prioritario, prevedendo il potenziamento e la qualificazione dell'offerta di integrazione promossa, nell'ambito dei rispettivi piani dell'offerta formativa, dalle istituzioni scolastiche appartenenti al sistema nazionale di istruzione, di cui fanno parte anche le scuole paritarie private.
Faccio infine presente, e concludo, che, proprio in considerazione delle rappresentate esigenze delle scuole paritarie e nella prospettiva della progressiva realizzazione della effettiva libertà di scelta educativa da parte delle famiglie, per il 2010 è stato confermato, nonostante le note difficoltà derivanti dalla crisi economica e finanziaria internazionale, l'importo di 130 milioni di euro previsto dalla legge finanziaria 2010 per gli interventi a sostegno delle scuole paritarie.

 

5-03195 Palmieri: Assegnazione di risorse materiali, strumentali e di personale agli istituti paritari.

Il sottosegretario Guido VICECONTE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

Antonio PALMIERI (PdL), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta ricevuta che conferma l'impegno del Governo ad istituire un comitato ad hoc che si occupi della questione per adottare le misure necessarie ad assegnare risorse materiali, strumentali e di personale agli istituti paritari. Ritiene che tale impegno porrà fine ad una grave ingiustizia, consentendo alle famiglie di potersi rivolgere indistintamente alle scuole pubbliche o a quelle paritarie, evitando quindi discriminazioni tra le famiglie che scelgono un tipo di scuola piuttosto che un altro. Si riserva quindi di presentare un'altra interrogazione nel corso dei prossimi mesi per verificare l'attuazione dell'impegno assunto dal Governo.

 

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