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Tempi
duri per i troppo buoni? |
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EDITORIALE “Tempi
duri per i troppo buoni!”; chi ha già qualche anno alle spalle, forse
ricorderà lo sketch che nel Carosello si concludeva con questo slogan.
Oggi, un po’ amaramente, potremmo rispolverarlo per applicarlo alla
situazione delle scuole paritarie: sorte, nella maggior parte dei casi,
per un genuino desiderio di educazione nei confronti delle nuove
generazioni; autentiche espressioni di operosità sociale e di coraggio
imprenditoriale; sempre in lotta per resistere ai venti contrari della
politica e dell’opinione pubblica, eppure sempre pronte a riaffermare la
propria disponibilità a collaborare e a dialogare per il bene comune.
Non
vogliamo certo fare del vittimismo; non ne abbiamo voglia né bisogno. Però
occorre essere realisti e riconoscere che in Italia la libertà di
educazione non ha ancora cittadinanza, né fra i politici né fra i
mass-media. E allora i tempi sono duri, così come le prospettive non
appaiono rosee: tagli in finanziaria, redditometro, promesse elettorali
non mantenute, reiterate accuse di indisponibilità all’accoglienza dei
bimbi disabili; e chi più ne ha più ne metta…. Tutto
questo non ci fermerà, lo sappiamo, perché non è certo per avere gloria
nel mondo che ci si è messi all’opera, però occorre domandarsi: come
possiamo muoverci perché la cultura della libertà di educazione possa
affermarsi anche nel nostro paese e le famiglie possano davvero giungere a
scegliere liberamente il progetto educativo che più corrisponde alle loro
aspettative, senza doversi caricare dell’onere di rette non sempre
facilmente sostenibili? La
strada ci è stata indicata, ancora una volta, da Bernhard Scholz, in
occasione di un recente incontro col direttivo della CdO Opere Educative,
e desideriamo condividerla con voi riportandone alcune considerazioni,
sintetiche ma estremamente utili: 1.
noi
siamo un soggetto nuovo che si pone dentro la società con una proposta
educativa nuova, che convince chi la vede e la tocca. E’ la
coscienza di questa novità che dobbiamo coltivare in noi stessi. Chi
incontra le nostre scuole non può non rimanere colpito, come ci
testimoniano le tante circostanze in cui questo è accaduto. Per questo,
più che i discorsi, i proclami, le apologie, valgono i rapporti personali
e le esperienze dirette: iniziamo dunque ad invitare
sistematicamente le autorità locali e nazionali (assessori, sindaci,
parlamentari, ministri, giornalisti, etc.) a vedere le nostre scuole, a
constatare sul campo come si lavora e come si trattano le persone, a fare
esperienza del “clima educativo” che si respira....
2.
Questa
esperienza è per tutti, crea un bene per tutto il territorio, famiglie,
alunni …Quello che noi chiediamo non è un privilegio, ma la realizzazione
di un sistema nazionale di istruzione che abbia questo tasso di libertà
per tutti. L’esperienza delle scuole paritarie mostra che questo è
possibile e dunque rappresenta un modello replicabile ovunque, purché
supportato da una reale autonomia. E’ fondamentale puntare su questo “per
tutti”, in cui sono compresi tutti gli istituti scolastici, paritari e
statali che siano, perché diversamente si ricade dentro una logica
difensivista (che riduce l’esperienza, coltivando il proprio orticello e
riduce la prospettiva). Questa coscienza dovrebbe essere patrimonio
innanzitutto di chi lavora nella nostre scuole.
3.
Occorre
utilizzare un linguaggio che tutti possano capire, anche a rischio di una
eccessiva semplificazione, facendo riferimento all’esperienza e a figure
comuni a tutti gli interessati, riportando l’attenzione al fatto che la
finalità della scuola è il bene dei ragazzi. Per questo occorre
potenziare e valorizzare il rapporto educativo, rimarcando l’importanza
della figura del docente, che è certamente uno dei fattori-chiave
dell’efficacia di qualsiasi scuola, sottolineando l’utilità di quanto già
avviene nelle paritarie, ove è possibile assumere direttamente insegnanti
che esprimano al 100% le loro potenzialità educative e
formative.
Sono
solo alcuni spunti di lavoro, che potranno e dovranno sicuramente essere
approfonditi e perfezionati. Intanto, però, registriamo ancora una volta
la soddisfazione e la gratitudine per questa compagnia che è sostegno e
guida nel cammino, e che ci aiuta a rilanciarci con “ingenua baldanza” nel
lavoro quotidiano. Una compagnia delle opere,
appunto. ATTENZIONE! Ogni
settimana è possibile pubblicare su "Il Paritario.net", spazio ad hoc
riservato alla FOE dal quotidiano on-line "Il Sussidiario.net", un
articolo sulla vita e l'opera delle nostre scuole. E' una grande occasione
per far conoscere a tutti l'importanza e la bellezza dell'esperienza
originata dalla libertà di educazione. INVIATE
I VOSTRI CONTRIBUTI! a:
segreteria@foe.it
oppure a formazione@foe.it questa
settimana:
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DI LETTURA BIANCA COME IL
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D'AVENIA, MONDADORI,
2010 254
pagine, Prezzo € 19,00 NOVITA'
DAL MIUR: ATTENZIONE:
Tuttoscuola lancia il “mese delle paritarie”, con
approfondimenti e una promozione Tuttoscuola
ha lanciato l’iniziativa il “mese delle paritarie”, con uno speciale di 20
pagine sulla rivista mensile e un portale tematico dedicato
all’argomento (http://www.tuttoscuola.com/paritarie),
con documenti, analisi, notizie quotidiane sull'istruzione non
statale. Inoltre, una speciale promozione per i dirigenti e
gli insegnanti delle scuole paritarie: iscrivendosi da questo indirizzo
(www.tuttoscuola.com/promozione_paritarie),
sarà loro possibile ricevere un accesso illimitato al sito per 30 giorni,
nonché il ricevimento di 4 numeri della newsletter di approfondimento
TuttoscuolaFOCUS. |
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Proroga
dell’adozione libri di testo nelle classi prime della scuola secondaria di
secondo grado |
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Valutazione
degli alunni e indicazioni per lo svolgimento degli esami conclusivi del
primo ciclo di istruzione |
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D.P.R. 11
febbraio 2010 “Approvazione dei traguardi per lo sviluppo delle competenze
e obiettivi di apprendimento della religione
cattolica |
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Entro il 31
maggio la verifica delle posizioni anagrafiche e l'aggiornamento delle
posizioni degli alunni frequentanti |
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