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BUONA
ESTATE! |
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EDITORIALE Ancora
pochi giorni e poi, conclusi gli esami delle secondarie di primo e secondo
grado, le attività scolastiche si chiuderanno anche per quest’anno. Un
anno intenso, vissuto “pericolosamente”, come è ormai prassi consolidata
per le scuole paritarie, anche se la crisi, con i suoi tagli e le tensioni
sociali che si porta appresso, non può lasciare tranquillo nessuno,
nemmeno chi opera in settori del tutto diversi. Non
vogliamo, però, chiudere l’anno scolastico con delle note negative;
nonostante le difficoltà, anzi attraverso queste, infatti, è stato
possibile sperimentare ancora una volta il fascino dell’avventura
educativa e la bellezza dei rapporti umani che la caratterizzano.
Ed
è per questo che in questa newsletter di “buone vacanze” proponiamo un
editoriale insolito: una testimonianza che ci è giunta da una scuola
associata, che ci ha colpito per semplicità e freschezza e che vorremmo ci
aiutasse ad iniziare il periodo delle vacanze trattenendo negli occhi e
nel cuore la bellezza e la positività che caratterizzano il tentativo che
ognuno di noi sta portando avanti. Buone
vacanze!
LA
GIOIA: CONDIZIONE DELL’APPRENDIMENTO
Possibile
che la giornata scolastica possa cominciare con "Romagna mia" o "La
Domenica andando alla Messa”?
Venite
nella nostra scuola e vedrete. Nel salone dell'accoglienza, i bimbi delle
elementari abbozzano i primi valzer mossi dall'irrefrenabile ritmo della
fisarmonica.
Il
caos allegro può articolarsi anche in canti mimati (bans) come "Alla fiera
di mastro Andrè" o nel serpentone
dell'"Anaconda" le cui spire arrivano ad avvolgere voluttuosamente tutti i
corridoi della scuola, investendo cuoche e genitori ritardatari, fin che
il capofila tira il fiato.
Particolarmente
gradita è "La battaglia di Magenta" che richiede una performance fisica
non indifferente, mentre molto
temuta è "Si a canoa virou", perché , una volta formate le canoe, il
fisarmonicista accelera il ritmo fino a stroncare i
vogatori.
Alla
fine ci troviamo di fronte uno spettacolo di bambini "stremati ma felici",
tutti ad enfatizzare la fatica,
fingendo di agonizzare per lo sforzo sostenuto.
Perché
la scuola è prima di tutto gioia: gioia di ritrovarci, gioia di
ricominciare insieme ogni giorno l'avventura
della conoscenza, gioia di sentirci accolti.
Non
avete mai notato che più siamo contenti, più siamo disponibili ad recepire
il nuovo con sorpresa e gratitudine? E che i bambini segnati da attenzione
labile e maggiore svogliatezza sono quelli provati da qualche dramma
familiare, separazione dei genitori in primo luogo? Purtroppo questi casi
continuano a moltiplicarsi.
La
scuola cosa può fare per aiutare questi bambini?
Prima
ancora che attrezzarsi didatticamente per sovvenire alle loro difficoltà,
deve creare intorno a loro un ambiente sereno, allegro,
stimolante.
Niente
facce scure, arcigne, bacchettone. Un bel valzer può
aiutare.
Dopo
il valzer la preghiera (l’ordine naturalmente è cronologico, non
valoriale). Nella preghiera confluiscono le ansie e le attese dei bambini,
a volte emergono espressamente anche i drammi.
Evidentemente
i bambini percepiscono nella preghiera una forte componente affettiva,
perché si accalcano intorno a chi guida volendosi stringere
a lui.
Non
c'è bisogno di particolari richiami per ottenere il silenzio e non c'è mai
stata una protesta, "perché
ci fanno pregare troppo": i bambini, anche i ragazzi delle medie, sono
contenti di pregare.
Stento,
a volte, a trattenere la commozione per una grazia così grande, che mi
viene ogni giorno rinnovata
stando insieme a loro. Qualche volta ho l'impressione che il coro dei
nostri bambini
si mescoli al coro degli Angeli nel lodare la gloria dell'Altissimo e… mi
sento in Paradiso.
Giuliano
Romoli (Coordinatore didattico dalla scuola Vladimiro
Spallanzani)
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Esiti degli
Esami di Stato della scuola secondaria di II grado - Andamento nel
quinquennio 2004/2005 - 2008/2009 |
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Disponibili
dal 28 giugno 2010 nuove funzioni per la gestione dell’anagrafe delle
scuole non statali |
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Disponibile
un nuovo aggiornamento del software “Conchiglia” |
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