Normative Nazionali

5 per mille: Pubblicate le nuove linee guida per la rendicontazione

― 9 Novembre 2022

Aggiornamento novembre 2022

Ricordiamo che a partire dal contributo 5 relativo all’anno finanziario 2020, la rendicontazione obbligatoria sull’utilizzo delle risorse è modificata, come sotto descritto. I contributi spettanti, pubblicati a novembre 2021 (link) devono essere rendicontati, entro 30 gg dall’accredito delle risorse, tenendo conto delle nuove indicazioni contenute nelle Linee Guida (link in fondo alla pagina con i modelli di rendicontazione e breve sintesi).

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato con il D.D. n. 488 le linee guida per la rendicontazione del contributo del cinque per mille destinato agli enti del terzo settore con le indicazioni delle modalità operative da seguire per una corretta redazione del rendiconto e della relazione illustrativa e la predisposizione dei relativi format.

Le disposizioni contenute nel il D.D. n. 488 si applicano a partire dal contributo del cinque per mille relativo all’anno finanziario 2020 La precedente modulistica e le relative linee guida restano valide per la rendicontazione del contributo fino all’anno finanziario 2019.

– Modello di rendiconto (Mod. A)
– Modello di rendiconto dell’accantonamento (Mod. B)
– Linee guida per la rendicontazione

Per approfondire: 5 per mille

BREVE SINTESI SULLE PRINCIPALI NOVITA’

Gli enti del Terzo settore beneficiari del 5X1000, indipendentemente dall’importo percepito, hanno l’obbligo di rendicontare quanto ricevuto entro 12 mesi dalla data di percezione e di conservare documentazione, rendiconto e relazione illustrativa, per 10 anni.

L’obbligo di trasmissione del rendiconto e della relazione, unitamente al documento di identità dello stesso, si conferma essere a carico solo degli enti che ricevano una cifra superiore a 20.000 Euro. In questo caso l’invio al Ministero del Lavoro e Politiche Sociali deve avvenire entro i 30 giorni successivi al termine ultimo per la rendicontazione ed esclusivamente via PEC.

Una novità introdotta dalla nuova disciplina è quella dell’obbligo di pubblicazione su proprio sito istituzionale: solo gli enti che hanno ricevuto un contributo superiore a 20.000 Euro dovranno, entro 60 giorni dal termine ultimo previsto per la redazione del rendiconto, rendere pubblici il rendiconto e la relazione illustrativa e darne poi apposita comunicazione via PEC al Ministero entro i successivi sette giorni.

Il Decreto impone di utilizzare esclusivamente i modelli di rendicontazione predisposti che sono pubblicati nelle Linee guida esplicative. 

Il modello di rendiconto è composto da una parte anagrafica e una parte di rendicontazione delle spese sostenute classificate per macro voci.

Le Linee guida precisano che i giustificativi delle spese rendicontate non dovranno essere trasmessi ma conservati presso la sede dell’ente ed esibiti qualora il Ministero ne faccia richiesta (come riportato anche nel modello rendicontazione).

Non viene predisposto un fac simile di relazione illustrativa in quanto questa dovrà essere redatta in forma discorsiva e riportare una breve presentazione dell’ente e della sua attività istituzionale e una descrizione delle attività concretamente svolte attraverso le spese rendicontate.

Un’ulteriore novità rispetto al passato è il termine per accantonare il contributo: qualora l’ente intenda accantonare quanto ricevuto o parte di esso per progetti pluriennali, ha la possibilità di farlo, con apposita delibera dell’organo di amministrazione, fino a un massimo di 36 mesi dalla data di percezione del contributo, redigendo l’apposito modello di rendiconto-accantonamento e potendo così rimandare l’utilizzo delle somme, che dovranno poi, entro lo stesso termine, essere rendicontate al termine della spesa.

Le spese che possono essere ammesse a rendiconto sono quelle collegate e coerenti con l’attività svolta, quelle effettivamente sostenute, quelle comprovate e tracciabili, quelle contabilizzate e legittime. Inoltre possono essere inserite solo spese che non siano già state imputate ad altri contributi pubblici o privati. L’IVA è riconoscibile come spese rendicontabile solo nella misura in cui non sia recuperabile.

Le Linee guida del Decreto riportano un’accurata descrizione delle macro-voci del modello di rendiconto con esempi delle voci di spesa inseribili e collegamento con la relativa parte di descrizione della relazione illustrativa. Vengono distinte le tipologie di spese (risorse umane, spese utenze, spese generali, ecc..) con una dettagliata descrizione di ciò che può essere incluso.

Non è possibile utilizzare il contributo del 5X1000 per le seguenti spese:
– spese di pubblicità sostenute per realizzare campagne sulla destinazione del 5X1000;
– investimenti finanziari;
– pagamento di multe o sanzioni;
– esborsi non effettivamente sostenuti perché compensazioni di crediti;
– spese successive alla cessazione dell’attività associativa.

Il documento contiene infine disposizioni sui controlli e sulle sanzioni che conseguiranno a eventuali irregolarità. Precisamente il Ministero può richiedere agli Enti che trasmettono la rendicontazione documenti aggiuntivi, in primis i giustificativi di spesa, oppure eseguire verifiche amministrativo-contabili presso la sede.

In caso di mancata pubblicazione pur essendone obbligati, il Ministero diffida a pubblicare la rendicontazione entro 30 giorni e in caso di inadempimento eroga una sanzione pari al 25% del contributo ricevuto. Il contributo, inoltre, va restituito, in tutto o in parte, nei casi di dichiarazioni mendaci, di utilizzo del contributo per finalità diverse da quelle istituzionali o per spese di pubblicità relative al 5X1000, di mancata rendicontazione o mancato invio nei casi in cui si è tenuti, o infine per mancanza dei requisiti per poter ricevere il 5X1000 o di cessazione dell’attività dell’ente.

 

 

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