Bandi e concorsi

Bonus pubblicità: domande dal 1° settembre con nuove regole

― 31 Agosto 2020

Dal 1° settembre 2020 si apre la finestra supplementare per accedere al bonus pubblicità con le regole speciali previste dal decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020, convertito dalla l. n. 77/2020, articolo 186) e chiarite dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 25/E del 2020.

Con il regime straordinario, valido solo per il 2020, il credito d’imposta è concesso nella misura del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati su giornali quotidiani e periodici anche on line e su radio e tv locali e, limitatamente al 2020, nazionali non partecipate dallo Stato. Le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali che hanno già presentato la domanda a marzo, se vorranno ampliare i propri investimenti pubblicitari potranno sostituire la prenotazione già inviata con una nuova, altrimenti resta valida quella già trasmessa. Il relativo credito d’imposta richiesto sarà automaticamente rideterminato con i nuovi criteri.

Le nuove regole ampliano la platea dei beneficiari e le categorie di spese ammissibili. Le domande potranno essere presentate fino al 30 settembre 2020. L’ordine cronologico di arrivo non determina priorità nella concessione del bonus. Quindi, nessun click day. Il credito riconosciuto a ciascun soggetto beneficiario sarà determinato mediante ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto.

L’Agenzia delle Entrate, che ha pubblicato il nuovo modello e le istruzioni aggiornate con le novità introdotte dal decreto Rilancio.

Esclusivamente per il 2020, viene meno il requisito dell’incremento dell’investimento e la misura del bonus pubblicità riconosciuto passa al 50%, in luogo del 75% di credito d’imposta spettante in via ordinaria.

Alle novità previste dal decreto Rilancio è stata quindi affiancata una nuova finestra temporale per l’invio delle domande. La scadenza è fissata al 30 settembre, ma restano valide le comunicazioni già inviate nel mese di marzo.

Si allentano i requisiti per poter richiedere il bonus pubblicità, agevolazione riconosciuta ad imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Esclusivamente per il 2020, il decreto Rilancio consente di accedere al credito d’imposta senza il vincolo dell’incremento pari almeno all’1% dell’investimento effettuato rispetto all’anno precedente.

Per quel che riguarda gli investimenti pubblicitari su radio e tv, il credito d’imposta viene inoltre esteso anche a quelli effettuati su emittenti televisive non partecipate dallo Stato.

Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare:

  • la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, prevista dall’articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato
  • la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per dichiarare, ai sensi dell’articolo  47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018 e, per l’anno 2020, di cui all’articolo di cui all’articolo 57-bis, comma 1-ter, del D.L. n. 50 del 2017.

L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria (articolo 5, comma 3, del D.P.C.M. n.  90 del 2018), pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso.
Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati sono presentate al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati di cui ai commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del D.P.R. n. 322 del 1998.

 

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