Normative Nazionali

MINISTERO ISTRUZIONE: DPCM 18 ottobre 2020. Adempimenti dell’amministrazione e delle istituzioni scolastiche

― 19 Ottobre 2020

Il Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, Marco Bruschi, scrive ai Dirigenti Scolastici e ai Coordinatori Didattici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione la nota prot. 1896 del 19/10/20200 chiarendo alcuni passaggi relativi alle disposizioni introdotte con il DPCM del 18/10 u.s.:

“Gentili Dirigenti,
vorrei, innanzitutto, ricordare lo sforzo organizzativo compiuto da tutti noi e dalla struttura del
Commissario Arcuri per garantire l’apertura dell’anno scolastico 2020/2021.
Si tratta di un’impresa senza precedenti che, pur tra mille difficoltà, ha consentito alle istituzioni
scolastiche di centrare l’obiettivo della ripresa della didattica in presenza e in sicurezza, come dimostrano i
dati raccolti dal Ministero e certificati dalle autorità sanitarie competenti. Ad oggi, le istituzioni scolastiche
si dimostrano essere uno dei luoghi più sicuri sul territorio nazionale e proprio per questo la gestione della
ripartenza scolastica è presa come esempio dalla stampa e dalle autorità all’estero.
Oggi ci è richiesto un ulteriore sforzo, al fine di venire incontro alle esigenze complessive del sistema
Paese per il contenimento dell’emergenza epidemiologica. (…)”

Dopo aver riportato l’articolo 1, comma 1, lettera d, numero 6)  del DPCM del 18 ottobre 2020 precisa inoltra quanto segue:

“Va sottolineato che la disposizione normativa è di carattere generale e fa espresso riferimento agli “specifici contesti territoriali”; pertanto, non dispone in maniera perentoria di modificare l’esistente in assenza di dichiarati stati di criticità o di pericolo. Dove le situazioni territoriali, anche grazie al lavoro concertato durante i mesi estivi, hanno mostrato di funzionare, nulla ha la necessità di essere al momento cambiato, fatte salve eventuali situazioni di criticità da esporre e affrontare ai tavoli regionali.”

Ribadisce inoltre che per la scuola dell’Infanzia e il primo ciclo di istruzione: “nulla cambia, nella riconosciuta priorità di garantirne l’ordinato svolgimento in presenza dell’attività educativa e didattica, al fine di rispondere a precise motivazioni didattiche e a una esigenza sociale complessiva.”

Per quanto concerne il secondo ciclo, invece, “solo ed esclusivamente previa comunicazione al Ministero
dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali , le istituzioni scolastiche saranno chiamate ad adottare ulteriori forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00”.

Infine chiarisce che:

“le ‘situazioni critiche e di particolare rischio’, rappresentate da autorità sanitarie ed enti locali, sono le sole che giustificano una eventuale revisione di quanto già stabilito, anche con riferimento all’ingresso posticipato alle ore 9.00, che deve essere disposto unicamente qualora ricorrano le condizioni (…) descritte (nella nota).
Salvo i casi suddetti, non è necessario modificare orari di entrata e uscita, orari settimanali dei docenti, turni delle mense, orari di esercitazioni e laboratori e tutto quanto sia collegato alla scansione temporale definita dall’inizio dell’anno scolastico.
Nella definizione di eventuali rimodulazioni dell’organizzazione didattica è essenziale, dunque, che:
a) a seguito della comunicazione da parte delle autorità sanitarie e degli enti locali delle sopraggiunte situazioni critiche e di particolare rischio siano tempestivamente convocate le Riunioni di Coordinamento regionali e locali, previste dal c.d. “Piano Scuola”, adottato con il D.M. 26 giugno 2020, n.39, per definire le misure da adottare, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche;
b) gli Uffici di ambito territoriale (UAT), in raccordo con gli Uffici scolastici regionali (USR), assicurino coordinamento e supporto alle istituzioni scolastiche e all’azione dei Dirigenti Scolastici;
c) sia assicurato un flusso informativo costante e diretto tra istituzioni scolastiche, UAT e USR per qualsiasi criticità. Si raccomanda ancora una volta di affidarsi esclusivamente ai canali ufficiali, evitando di ricorrere ad altre fonti di qualsiasi tipo, che hanno ingenerato e ingenerano effetti distorsivi, dovuti alle inevitabili semplificazioni o alle interpretazioni spesso fantasiose prodotte dall’effetto ‘passaparola’.”

Da ultimo un accenno alle riunioni e rinnovo degli organi collegiali e alla didattica a distanza:

Le riunioni degli organi collegiali possono essere svolte sia in presenza sia a distanza sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico e, di conseguenza, la sicurezza dei partecipanti. Il DPCM
introduce la possibilità che le operazioni legate al rinnovo degli organi collegiali possano avvenire a
distanza, nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione.
La didattica digitale integrata resta complementare alla didattica in presenza. Il Piano Scuola ha previsto l’esigenza di tutelare le specifiche situazioni degli alunni con disabilità o con altri bisogni educativi speciali, di cui va favorito l’apprendimento in presenza. Inoltre, anche nei casi di ricorso obbligatorio alla DDI,
occorre che la comunità educante mantenga un contatto serrato con tutte le situazioni di particolare 
fragilità e offra, dove necessario, i necessari aiuti, al fine di garantire il prioritario diritto all’istruzione di
tutti gli alunni. Le nostre istituzioni scolastiche, del resto, continuano a essere un ambiente sicuro e
tutelato; per questo l’attività lavorativa, didattica o amministrativa, salvo i casi di “quarantena”, può
continuare a svolgersi in presenza.”

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