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REGIONE LOMBARDIA: Accolto il ricorso al TAR lombardo contro l’ordinanza dell’8 gennaio

― 14 Gennaio 2021

Il Comitato ‘A scuola! ha presentato l’11 gennaio scorso ricorso al Tar lombardo contro lOrdinanza a firma del Governatore Fontana dell’8 gennaio u.s. che disponeva la Dad al 100% per tutte le scuole secondarie fino al 25 gennaio.

Il Tar accoglie il ricorso (in calce il decreto) e Regione Lombardia risponde con la seguente nota:

Prendiamo atto della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale e ci riserviamo, dopo aver valutato nel dettaglio le motivazioni dello stesso, di proporre reclamo, poiché i riferimenti normativi che hanno orientato il giudice del Tribunale, non tengono conto della possibilità delle Regioni di adottare misure più restrittive di quelle previste dai vari Dpcm”.

In queste ore Regione Lombardia, l’Ufficio Scolastico Regionale e la Prefettura di Milano stanno lavorando per dare indicazioni condivise alle scuole secondarie del territorio lombardo.

Dal ricorso:

  • con il decreto regionale Fontana avrebbe esorbitato dalle proprie competenze violando l’art. 4 del decreto legge n. 1 del 5 gennaio 2021 (norma di rango primario), che prevedeva la progressiva ripresa dell’attività scolastica in presenza per gli alunni delle secondarie di secondo grado“.
  • l’ordinanza non è sufficientemente motivata: afferma per esempio di voler evitare assembramenti quando nelle zone arancioni, condizione in cui attualmente si trova la Lombardia, sono aperti i negozi e c’è libertà di circolazione, ovviamente anche per i ragazzi. L’ordinanza, inoltre, ignora il lavoro dei tavoli prefettizi che avevano elaborato un piano per lo scaglionamento degli orari della città e la ripresa della didattica in presenza e non considera altre possibilità esistenti in relazione alle scuole, come l’introduzione dei cosiddetti ‘tamponi rapidi’ (ritenuti idonei anche secondo la circolare del Ministero della Salute doc. 6) e l’incremento del contact tracing, misure che potrebbero essere non difficilmente implementate“.
  • il pericolo che l’ordinanza vuole fronteggiare non è legato alla didattica in presenza in sé e per sé considerata, ma al rischio di assembramenti correlati agli spostamenti degli studenti; emerge così l’irragionevolezza della misura disposta, che, a fronte di un rischio solo ipotetico di formazione di assembramenti, anziché intervenire su siffatto ipotizzato fenomeno, vieta radicalmente la didattica in presenza per le scuole di secondo grado, didattica che l’ordinanza neppure indica come causa in sé di un possibile contagio
Decreto Tar Lombardia

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