Normative Lombardia

USRL: Nota della dott.ssa Celada sintesi indicazioni operative emerse nella Conferenza di Servizio con le Scuole Polo

― 4 Novembre 2020

La presente nota Protocollo MI AOO DRLO R.U. 27976 del 02-11-2020 è la sintesi delle indicazioni operative emerse dalla conferenza di servizio con i Dirigenti Scolastici delle scuole polo e capofila di ambito della Lombardia in merito all’attuazione del DPCM del 24 ottobre 2020 e dell’Ordinanza della Regione Lombardia 624 del 27 ottobre 2020 – Sostituzione nota pubblicata in data 29-10-2020 con prot. m_pi.AOODRLO.REGISTRO-UFFICIALEU.0027578.

Ai Dirigenti Scolastici degli istituti secondari di II grado statali della Lombardia
Ai Coordinatori Didattici degli istituti secondari di II grado paritari della Lombardia
e p.c.
A tutti i Dirigenti Amministrativi e Tecnici dell’USR per la Lombardia

Oggetto: Sintesi delle indicazioni operative emerse dalla conferenza di servizio con i Dirigenti
Scolastici delle scuole polo e capofila di ambito della Lombardia in merito all’attuazione del DPCM del 24 ottobre 2020 e dell’Ordinanza della Regione Lombardia 624 del 27 ottobre 2020.

Con la presente nota si intende fornire alcuni chiarimenti a seguito dell’emanazione, in rapida successione
temporale, di diversi provvedimenti normativi ed offrire il necessario coordinamento in vista dell’applicazione dei dispositivi normativi, al fine di evitare l’insorgere di molteplici interpretazioni diversificate.
Preliminarmente corre tuttavia l’obbligo di ringraziare tutti i Dirigenti Scolastici per l’impegno e l’efficacia
dell’organizzazione messa in atto finora, tanto più in ragione della repentina evoluzione della situazione
epidemiologica che richiede grande disponibilità, attenzione e capacità decisionale.
In premessa si ritiene opportuno chiarire che la presente nota non vuole avere funzione autoritativa, ma
porsi come sintesi delle indicazioni emerse dalla conferenza di servizio con i Dirigenti Scolastici delle scuole polo e capofila di ambito della Lombardia, al fine di contemperare le misure previste dal DPCM del 24 ottobre 2020 con quelle più restrittive della più recente Ordinanza Regionale 624 del 27 ottobre 2020.
La lettura del DPCM 24 ottobre 2020 evidenzia che la cornice normativa entro la quale le Istituzioni Scolastiche adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività, è costituita dal DPR 275/1999, in particolare gli artt. 4 e 5. Ciò implica un’attenta riflessione da parte delle Istituzioni Scolastiche, che sono chiamate a tener conto dello specifico contesto territoriale (in relazione alla situazione epidemiologica), delle scelte organizzative di inizio anno scolastico (in relazione anche alla mobilità territoriale e a precedenti accordi con il TPL), dell’identità culturale e progettuale dell’istituzione scolastica come esplicitata nel PTOF.
Pertanto, poiché il DPCM impone il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al
75 per cento delle attività, e, per converso, per una quota non superiore al 25 per cento di attività in didattica in presenza, sarà il Collegio dei Docenti, organo tecnico per definizione, ad individuare le attività da svolgere in presenza per specifiche classi (intese come annualità) e per specifiche discipline.
Le attività in presenza da privilegiare saranno certamente quelle a carattere laboratoriale (come del resto previsto anche dall’Ordinanza della Regione Lombardia 624), intendendo per laboratorio i contesti di apprendimento capaci di coinvolgere attivamente gli studenti in situazioni di costruzione delle conoscenze e di sviluppo delle competenze: sarà compito dei rispettivi collegi dei docenti individuare i laboratori maggiormente caratterizzanti l’offerta formativa dell’istituzione entro la quota del 25 per cento. I Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento potranno, entro un quadro complessivo così deliberato, essere ricondotti ad alcune discipline o sospesi fino al 24 novembre p.v. e successivamente riattivati.
Se dunque l’individuazione di una quota compresa entro il 25 per cento delle attività (laboratoriali e caratterizzanti) discende da una delibera del Collegio dei Docenti, l’organizzazione delle attività in didattica digitale integrata richiede invece una determinazione organizzativa del lavoro disposta dal Dirigente Scolastico, il quale, tenendo conto di specifiche situazioni individuali (come le accertate situazione di fragilità del personale docente), di specifiche situazioni infrastrutturali (come ad esempio una rete insufficiente a gestire un numero elevato di connessioni, fermo restando che DDI non significa esclusivamente attività sincrona, potrà disporre il lavoro da remoto dei docenti non impegnati nella didattica in presenza o che per altre motivazioni non possono lavorare da scuola. 
Le medesime considerazioni possono essere ritenute valide per il personale amministrativo: poiché non è prevista la sospensione delle attività didattiche, bensì il ricorso ad altre forme di erogazione del servizio di istruzione, il lavoro agile del personale amministrativo potrà essere disposto dal Dirigente Scolastico in base a specifiche motivazioni di organizzazione del lavoro, sulla scorta del Decreto del Ministro per la Funzione Pubblica del 19 ottobre 2020.
In riferimento alle studentesse e agli studenti con bisogni educativi speciali, raccogliendo le indicazioni di tutela previste dall’Ordinanza Regionale 624, andranno individuate, in stretta collaborazione con le famiglie, le attività da svolgere a distanza o in presenza in coerenza con i piani educativi individuali e con i piani didattici personalizzati.
Infine, in relazione ai CPIA, pur nella consapevolezza della peculiarità degli aspetti organizzativi e dei processi didattici che li caratterizzano, si ritiene che, in base ad una puntuale lettura della normativa vigente, sia possibile equiparare i corsi di primo livello all’istruzione del primo ciclo (con la conseguente esclusione dai limiti posti della normativa in oggetto), mentre per i corsi di secondo livello, incardinati nelle scuole secondarie di secondo grado, si impongono i limiti della quota del 25 per cento per la didattica in presenza.
La presente nota sostituisce la precedente pubblicata in data 29-10-2020 con prot. m_pi.AOODRLO.REGISTRO-UFFICIALEU.0027578.

IL DIRETTORE GENERALE
Augusta CELADA

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