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AGIA: “Salute mentale dei minorenni: i disturbi emersi in pandemia rischiano di diventare cronici”

― 12 Maggio 2022

AGIA, Notizie, garanteinfanzia.org, 11.05.22

Una Notizia pubblicata sul Portale dell’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza rende noto che sono stati pubblicati i risultati di uno studio intitolato Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi promosso dall’Agia con l’Istituto superiore di sanità e con la collaborazione del Ministero dell’istruzione.

Il Documento rileva, tra le varie problematiche, un particolare aumento di quelle che seguono:

  • disturbi del comportamento alimentare;
  • ideazione suicidaria (tentato suicidio e suicidio);
  • autolesionismo;
  • alterazioni del ritmo sonno-veglia;
  • ritiro sociale.

Contestualmente, emergono criticità anche nell’ambito educativo-didattico,  quali:

  • disturbi dell’apprendimento;
  • disturbi dell’attenzione;
  • disturbi del linguaggio;
  • disturbi della condotta e della regolazione cognitiva ed emotiva.

A queste problematiche si accompagnano anche la paura del contagio, nonché uno stato di frustrazione e di incertezza nel futuro, dinamiche che generano spesso un abbandono scolastico.

Il documento sottolinea, inoltre, un un aumento delle richieste d’aiuto per l’uso di sostanze psicoattive, cannabinoidi e alcool. 

Alla luce delle criticità di cui sopra, le famiglie si sono dovute rivolgere a degli specialisti, spesso in ambito privato, con relative spese non affrontabili da tutti. Ciò ha chiaramente accresciuto le disuguaglianze. L’Autorità, nella persona di Carla Garlatti, afferma che, in merito alle azioni da mettere in campo, sia necessario prevedere “adeguate risorse per i servizi, fornite risposte specifiche in base all’età, va garantito un numero di posti letto in reparti dedicati ai minorenni e istituiti servizi di psicologia scolastica in modo da attivare un collegamento tra scuola e territorio. È altrettanto importante operare un cambiamento culturale intervenendo sul ruolo educativo e sulla promozione del dialogo intergenerazionale”.

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