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CONFERENZA DELLE REGIONI: Decreto su qualità dell’aria nelle scuole: diverse le criticità

― 23 Settembre 2022

Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Newsletter n. 4365, regioni.it, 16.09.22

Con una Notizia pubblicata sulla Newsletter, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome rende noto che, nella seduta del 14 settembre, ha valutato attentamente le disposizioni contenute nel DPCM 26 luglio 2022 recante le “Linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici”, predisponendo anche un apposito Documento sulla questione e rilevando delle criticità “riconducibili all’attribuzione di nuove funzioni e compiti alle ARPA e alle ASL, senza che ci sia stata, in una logica di leale collaborazione, una preventiva consultazione e valutazione da parte delle Regioni e delle Province autonome“.

Nella fattispecie, il Documento sottolinea come particolarmente problematico il passaggio del DPCM 26/07/222 che segue: ““Il dirigente scolastico richiede alle Autorità competenti (Dipartimenti di prevenzione delle ASL e ARPA) di effettuare le attività preliminari di monitoraggio della qualità dell’aria e di individuazione delle soluzioni più efficaci da adottare in conformità alle presenti linee guida. Sulla base degli esiti della predetta attività richiede all’ente proprietario dell’edificio di attivarsi per porre in essere gli interventi necessari, secondo quanto previsto dalla normativa vigente”. I Contenuti del suddetto DPCM sono ripresi anche dalla Circolare 1998 del 19 agosto 2022 del Ministero dell’Istruzione.

Il Documento della Conferenza afferma nel suo avvio che “Si ritiene che le Regioni e le Province Autonome non siano allo stato attuale nelle condizioni per assicurare il pieno rispetto di quanto previsto dal DPCM che, in assenza di specifiche risorse, risulta di fatto inapplicabile e insostenibile da parte dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, nonché dalle Agenzie Regionali per la Prevenzione e protezione Ambientale, con cui sono state avviate più interlocuzioni“.

Dopo avere dettagliato le ragioni dell’inapplicabilità, il testo “ritiene imprescindibile che le amministrazioni centrali competenti provvedano con ogni consentita urgenza allo stralcio dal testo del DPCM delle funzioni da esso attribuite alle ASL e alle ARPA“. Infatti, si sottolinea il fatto che “sono state assegnate nuove funzioni ai Servizi Sanitari Regionali e alle Agenzie Regionali per la Prevenzione e protezione Ambientale senza alcuna preventiva consultazione delle Regioni e delle Province Autonome“.

 

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