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Dante e la meteorologia

― 25 Ottobre 2021

Il Ten. Col. Alessandro Fuccello, Ufficiale dell’Aeronautica Militare, Centro Operativo per la meteorologia, ci ha segnalato la pubblicazione su La Rivista di Meteorologia Aeronautica di un suo interessante articolo intitolato “Dante e la meteorologia“, del quale consigliamo a tutti la lettura.

Il testo prende le mosse da un Seminario, in modalità mista (online e in presenza), che ha avuto luogo presso la Scuola Militare Aeronautica “Giulio Douhet” di Firenze il 7 maggio 2021.

In conformità alla cultura medievale, che considerava teologia, filosofia e scienza discipline strettamente interdipendenti, l’Ufficiale include la visione meteorologica dantesca principalmente nel primo dei tre momenti caratteristici della filosofia della natura (a. contenuto percettivo primario, b. sua traduzione e fissazione in segni linguistici, c. il mondo costruito come architettura o cornice primitiva e ordinante, cioè il cosmo), così come sono richiamati dallo studioso Giorgio Stabile (“Dante e la filosofia della natura”, Sismel, 2007).
A partire da tali premesse teoretiche, il Ten. Col. sviluppa un’interessantissima analisi di alcuni fenomeni meteorologici presenti nelle tre cantiche, svelandone gli aspetti simbolici e paradigmatici.

Nell’ultimo paragrafo dell’articolo, intitolato “La predizione del futuro in Dante”, Fuccello si cimenta con la lettura che lo scrittore fiorentino fornisce del cuore dell’attività di un meteorologo: la previsione del futuro. Perfettamente in linea con il punto di vista medievale, la conoscenza di quanto accadrà è, secondo il Sommo Poeta, prerogativa divina, non umana. Per questa ragione, gli indovini sono collocati nella quarta bolgia dell’ottavo cerchio. La riflessione su questa tematica consente, però, all’Ufficiale di cercare che cosa accomuna Dante alla meteorologia.

Il punto di partenza è domandarsi quali sono le caratteristiche metodologiche principali di questa scienza. Sono fondamentalmente tre:

  • l’osservazione, intesa come la misurazione delle grandezze fisiche atmosferiche;
  • l’elaborazione fisico-matematica, che, attraverso la traduzione in equazioni delle leggi fisiche, consente di elaborare diagnosi e prognosi dei fenomeni atmosferici;
  • la presentazione della previsione in modo automatico, o mediante il
    valore aggiunto del meteorologo.

Fuccello conclude, perciò, che Dante non era certamente un meteorologo, ma è stato un ottimo osservatore meteo, dal cui sguardo, al di là del quotidiano e sistematico approccio scientifico, anche i meteorologi hanno qualcosa da imparare.

L’Ufficiale segnala, inoltre, la pubblicazione di un video, attraverso il quale servizio Meteo dell’Aeronautica Militare rende omaggio al Sommo Poeta.

Per approfondire:

 

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