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INDIRE: Quaderni di Eurydice “Insegnanti in Europa: carriera, sviluppo professionale e benessere”

― 9 Gennaio 2023

Nella Sezione del Sito di INDIRE dedicata ai Quaderni di Eurydice, è stato pubblicato il Report in oggetto, che rappresenta la la traduzione in lingua italiana del rapporto della rete Teachers in Europe: Careers, Development and Well-being.

Nella fattispecie, il Documento indica l’impatto delle politiche e normative nazionali sul miglioramento della professione docente, prendendo in esame “diversi aspetti chiave della vita degli insegnanti, come le condizioni di lavoro, lo sviluppo della carriera e il benessere“. Contestualmente, analizza anche aspetti legati al miglioramento professionale quali formazione continua, mobilità internazionale, congedo di studio retribuito, retribuzione.

Colpisce quanto il documento riporta a pagina 89:

Gli insegnanti riferiscono di dedicare meno della metà del loro tempo all’insegnamento, mentre i compiti direttamente connessi all’insegnamento (ovvero, la pianificazione/preparazione delle lezioni e la valutazione/correzione) richiedono quasi un quarto del loro tempo. Altri compiti, come il lavoro amministrativo, la gestione scolastica, la comunicazione con i genitori, ecc. impegnano l’altro quarto. Inoltre, quando gli insegnanti hanno più ore di lavoro, l’equilibrio tra queste diverse dimensioni cambia. Infatti, gli insegnanti che lavorano più a lungo tendono a dedicare, in proporzione, meno tempo all’insegnamento e più tempo ad altri compiti. La proporzione può arrivare fino a un terzo del tempo di lavoro dedicato all’insegnamento. Alcune autorità superiori stanno rivedendo il carico di lavoro degli insegnanti per ridurre il peso dei compiti non essenziali, riorientare gli sforzi verso le responsabilità principali e diminuire il tempo dedicato alle esigenze amministrative

Come si legge in un articolo correlato, a firma di Simona Baggiani, la conclusione che si può tratte dal focus è che “se da una parte si riconosce universalmente agli insegnanti il loro ruolo cruciale che si evolve con l’insorgere di nuove esigenze, aspettative e responsabilità, dall’altra si assiste anche, ormai da un po’ di anni, a una crisi professionale piuttosto importante, che vede sistemi scolastici sempre più in difficoltà nel reclutare insegnanti motivati e competenti. Nella maggioranza dei paesi europei, la professione docente attrae, infatti, sempre meno giovani e ne perde altri già formati“. Tale carenza di personale, nel nostro paese, diventa particolarmente stringente nell’ambito delle discipline STEM.

Il nostro Paese, si trova in una situazione particolare, ovvero sia di carenza, sia di eccesso di offerta. Le ragioni sono di varia natura:

  • mancanza di pianificazione nell’ambito della formazione iniziale;
  • un sistema di reclutamento piuttosto inadeguato, fondato, come nel nostro Paese, su procedure concorsuali rare e lente.

A queste ragioni, si affianca un invecchiamento del personale docente: a livello UE, quasi il 40% degli insegnanti del livello secondario inferiore ha oltre 50 anni, (in Italia il dato è più del 50%) e meno del 20% ha meno di 35 anni (in Italia solo il 6,4%; solo la Grecia e il Portogallo hanno dati inferiori con il 4,6% e 3,4% rispettivamente)“.

Alcune delle cose su cui puntare per riqualificare la professione sembrerebbero le seguenti:

  • Una formazione iniziale adeguata fondata su tre capisaldi: conoscenze disciplinariteoria pedagogica (generale e relativa alla disciplina) e pratica in classe o tirocinio (in-school placement);
  • Adeguato ed efficacie sistema di reclutamento con una riqualificazione della retribuzione.
  • Progressioni di carriera in ragione di una formazione continua.

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