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EMIE (European Meeting of Independent Education): Manifesto – La strada per il successo della scuola

― 7 Dicembre 2021

Qual è la strada che conduce ad una scuola di successo? A questa domanda intende offrire il proprio contributo il Manifesto dell’EMIE (European Meeting of Independent Education), una piattaforma informale di associazioni nazionali e organizzazioni europee che sostengono le scuole non statali.  Obiettivo di EMIE è di portare il documento all’attenzione del Parlamento Europeo, anche con un evento specifico nei primi mesi del prossimo anno.

Il Manifesto è stato finora approvato e sottoscritto da associazioni nazionali di scuole non statali di Portogallo, Olanda, Italia, Turchia, Spagna e da 4 importanti organizzazioni europee: ECNAIS, OIDEL, ECSWE e OIEC.

CdO Opere educative, che ha partecipato alla stesura del documento, vi aderisce condividendone l’impostazione e i contenuti, ritenendo costruttivo collaborare all’interno di una rete di associazioni a carattere europeo e di grande importanza promuovere un’azione di sensibilizzazione del Parlamento Europeo su questo tema.

Enti e Associazioni interessati a sottoscriverlo possono contattare la segreteria della nostra associazione: segreteria@foe.it.

Manifesto: La strada per il successo della scuola

Un sistema scolastico che sia il più adeguato a realizzare l’educazione come bene comune è un sistema scolastico sotto la supervisione e il coordinamento dello Stato ma composto sia da scuole gestite da autorità pubbliche sia da scuole gestite da organizzazioni/persone della società civile.

L’educazione/istruzione è la più alta priorità nella vita di un paese e della sua gente e per realizzarla con successo, tutte le iniziative in questo campo devono essere accolte. Né lo Stato né la società civile sono in grado di fare da soli. Sistemi scolastici pluralistici, basati sul principio di sussidiarietà, sono la via da seguire. Tutte le scuole devono essere pienamente accessibili agli studenti che vogliono frequentarle, in un contesto di libertà di scelta.

5 Pilastri per permettere il successo della scuola in un’Europa pluralistica

–    L’educazione come bene comune
L’eccellenza educativa non può essere raggiunta solo attraverso un rapporto esclusivo tra le pubbliche amministrazioni e i bambini e i giovani, senza considerare il ruolo cruciale di tutti gli altri soggetti coinvolti inclusi insegnanti, genitori, comunità, scuole non governative, sindacati e organizzazioni della società civile. A tal fine, è fondamentale portare insieme gli attori governativi e non governativi nel campo dell’istruzione. Come ha sottolineato l’UNESCO, le diverse iniziative lanciate nel campo dell’istruzione sono un beneficio per tutti. Pertanto, non dovremmo concentrarci solo nell’applicazione di un approccio ben gestito dallo Stato, ma piuttosto, come stabilito nell’Agenda 2030, adottare un buon approccio comune.

–     Le Scuole non statali sono una parte essenziale dell’ecosistema educativo
Secondo Eurostat, nel 2016 l’Europa contava 107.961.287 studenti dalla scuola materna alla scuola secondaria superiore. Di questi, circa 20 milioni frequentano una scuola indipendente (18,7%). Essendo una parte significativa e rilevante del sistema educativo, queste scuole dovrebbero essere ascoltate. A causa delle differenze storiche nel modo in cui i sistemi scolastici si sono evoluti in Europa, ci sono grandi differenze tra i paesi nella percentuale di studenti che frequentano scuole indipendenti o statali. Tuttavia, tutti i paesi riconoscono il diritto di istituire scuole non statali e, nella maggior parte dei paesi, i sistemi scolastici nazionali dipendono dall’esistenza di tali scuole.

Nel 2018 il Parlamento Europeo ha adottato la risoluzione sulla modernizzazione dell’istruzione nell’UE, “incoraggiando, riguardo all’aumento dell’inclusività e garantendo la libertà di scelta educativa, la fornitura di un adeguato sostegno finanziario per le scuole di tutte le categorie e livelli, sia le scuole statali e che quelle private senza scopo di lucro”. Ma secondo l’OCSE (School choice and school vouchers: an OECD perspective, 2017) , circa il 50% delle scuole indipendenti non riceve alcun sostegno finanziario dallo Stato, mentre nei paesi che sostengono la frequenza nelle scuole indipendenti, la gamma del contributo pubblico va dai paesi che hanno fondi modesti e solo per una parte di scuole non statali (ad es. Polonia, Ungheria, Italia), a paesi che dispongono di fondi significativi ma solo per alcune scuole non statali (ad es. Repubblica Ceca, Portogallo), ad altri che finanziano in modo significativo un ampio numero di scuole non statali; infine a paesi che dispongono di finanziamenti molto significativi per la maggior parte o tutte le scuole non statali. (ad es. Olanda, Danimarca, Finlandia).

–    I genitori come pietra angolare della realizzazione dei diritti dell’infanzia
La Convenzione sui diritti dell’infanzia riconosce i diritti inalienabili dei bambini e riconosce che “I genitori (…) hanno la responsabilità primaria dell’educazione e dello sviluppo del bambino”. Inoltre, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sancisce che “deve essere rispettato il diritto dei genitori di assicurare l’educazione e l’insegnamento dei propri figli in conformità con le proprie convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche”.

Pertanto, per raggiungere con successo l’eccellenza educativa, occorre considerare come cruciali parti in causa i genitori, incluso il loro diritto alla scelta educativa che porterà ad assicurare la piena realizzazione dei diritti dei bambini.
I genitori si sono mobilitati molto responsabilmente quando le autorità pubbliche sono state sopraffatte dalla chiusura del COVID. Ora, è fondamentale continuare a rispettarli, al di là delle loro convinzioni o reddito, perché sono sicuro fondamento per la realizzazione del diritto all’educazione.

–    Diversità e educazione di qualità come fondamenti della democrazia
Le molteplici sfide di oggi non possono essere risolte con approcci univoci e richiedono più diversità: pedagogica, organizzativa, culturale. La cultura politica e le cornici legali possono facilitare o ostacolare questo sforzo. Il settore scolastico non statale opera come portatore di tale diversità e quindi deve essere protetto e sostenuto dagli stati democratici.

–    Benessere e clima scolastico
L’attuazione di politiche scolastiche che promuovono il benessere individuale a scuola deve essere realizzata attraverso la costruzione di un clima scolastico equilibrato come base per l’apprendimento sociale e di integrate comunità scolastiche di insegnanti, alunni, genitori e comunità locale.

Il Manifesto è stato ad oggi approvato e sottoscritto da:

  • AEEP – Associação de Estabelecimentos de Ensino Particular e Cooperativo
  • CdO – Opere educative
  • CECE – Confederación Española de Centros de Enseñanza
  • ECNAIS – European Council of National Associations of Independent Schools
  • ECSWE – European Council for Steiner Waldorf Education
  • Fomento – Spanish Fomento Schools
  • OIDEL – Organisation Internationale pour le Droit à l’Education et la Liberté d’Enseignement
  • OIEC – International Office for Catholic Education
  • Society for International Development – Netherlands Chapter (SID NL)
  • TÖZOK – Türkiye Özel Okullar Derneği
  • Verus – Vereniging voor katholiek en christelijk onderwijs

 

Manifesto in lingua originale (inglese)
Manifesto nella traduzione italiana

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