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SCUOLA “MONS. CAMILLO DI GASPERO” – TARCENTO (UD): In ricordo di Don Villa, il sacerdote che accendeva il fuoco della fede nei più piccoli

― 15 Settembre 2022

Il 14 settembre, don Antonio Villa, è tornato alla casa del Padre, lasciando un segno nel cuore di tanti uomini che, nel corso degli anni, si sono imbattuti con il carisma di questo sacerdote, attraverso l’educazione alla Scuola Media “Camillo di Gaspero”. La storia di don Antonio, infatti, si sovrappone per la maggior parte del corso della sua vita a quella di questa scuola, nata dalla risposta della fede sua e di tanti suoi amici ad una circostanza tragica.

La parabola missionaria di don Villa in Friuli comincia, infatti, nel 1976, in occasione del violento terremoto che colpisce quelle terre. Il 19 maggio 1976, il sacerdote, già canonico della Chiesa di San Babila a Milano, si reca nelle zone del sisma, assieme a don Luigi Giussani e ad altri volontari che seguivano l’esperienza del movimento di Comunione e Liberazione. Più di 5000 persone si alternano per tutta l’estate a lavorare 24 ore su 24, in turni delle durata di 7 o 15 giorni. Tra le varie attività in cui sono impegnati, c’è anche il sostegno all’asilo della Domus Mariae, un supporto sia di natura logistico-pratica, sia educativa: la “Domus” diventa così la casa per tantissimi bambini. Il legame del sacerdote e dei volontari con la popolazione si va consolidando, perché è sempre più chiaro a tutti l’origine della loro carità.

Nel settembre del 1976, proprio mentre gli alpini stanno smantellando i loro cantieri, si verifica una seconda violenta scossa. L’on. Zamberletti ordina l’esodo a Lignano Sabbiadoro e moltissimi accettano di trasferirsi. I volontari sono titubanti e, di fronte a questa loro incertezza, alcune mamme li mettono alle strette: “Non avrete il coraggio di abbandonarci! Non andrete via anche voi!” Questi ragazzi sono spiazzati, ma ripensano ai giorni trascorsi assieme a quelle persone, in particolare assieme ai bambini, per i quali erano stati “una vera e propria casa”. Allora nasce l’idea, folle – perché nessuno di loro sapeva esattamente da dove partire – di fondare una scuola, un’istituto, cioè, che fosse “la casa degli insegnanti”.

Idea folle e fortemente osteggiata, ma che, grazie anche alla conduzione di don Villa, ha inciso, poi, sulla storia del luogo e sulle vite di tante persone. Prima, arriva l’aiuto di alcuni amici di Carate Brianza che, abili nella lavorazione del legno, mettono in piedi una mansarda; poi, arriva un prefabbricato donato da Assolombarda che, inizialmente, non si sapeva neanche dove collocare. Con il tempo, la scuola cresce, viene diretta da una Cooperativa e condotta per più di 40 anni da don Antonio, coinvolgendo chiunque sul territorio credesse in un’impostazione scolastica fondata sul “fuoco” della fede. Don Villa, infatti, non chiedeva una collaborazione formale, ma la condivisione sincera di una corresponsabilità.

Dunque, persone inesperte di educazione hanno generato insieme a don Villa un’opera, perché, come lui stesso affermava, “educare è la cosa più facile di questo mondo, è elementare, è della natura umana, è inevitabile. Educhi – o diseduchi – anche solo incontrando un bambino per strada che ti osserva, che ha un giudizio su di te, bello o brutto, perché lo hai incuriosito o lo hai scandalizzato. La struttura scolastica vera è la persona e in questa dinamica la scuola è comunione di persone“.

Sulla scia di questa impostazione nasce anche Radio Camilla, un altro veicolo per raggiungere il cuore dei piccini, a conclusione delle giornate a scuola. Piccini, che come ricorda in un articolo dedicato a don Villa il direttore di Tempi, Emanuele Boffi, questo sacerdote amava tantissimo. Infatti, nel corso di una telefonata con il giornale, mentre si trovava in ospedale, aveva affermato: “Devo ricostruirmi ancora. Perché devo tornare a scuola per trasmettere l’entusiasmo per Gesù ai piccoli”.

Tutti i bambini che sono passati per quella scuola, ormai adulti, hanno nostalgia del “momento iniziale” con cui venivano avviate le lezioni da Don Villa. Era il punto di partenza, la scintilla che accendeva il “fuoco”. Forse per questo molti di loro hanno deciso di iscrivere alla scuola Di Gaspero anche i loro figli, memori dello sprone che quell’esperienza aveva costituito per la loro esistenza.

La Scuola La Zolla, che don Villa ospitò nei locali della sua parrocchia di San Babila a Milano, dedica una pagina del suo portale a questa figura, riportando un’intervista tratta da un testo del 2004 sulla storia della scuola milanese.

La citata rivista Tempi.it, ha realizzato anche un video sulla scuola di don Villa, attraverso il racconto dei protagonisti.

In conclusione, forniamo i dettagli delle esequie:

  • Camera ardente: giovedì 15 settembre dalle ore 15:00 alle 19:00 e venerdì dalle ore 8:30 alle 15:00 nel salone della scuola “Mons. Camillo di Gaspero” di Tarcento via Morgante n. 8;
  • Rosario: giovedì 15 settembre alle ore 19:00 nel Duomo di Tarcento;
  • Funerale: venerdì 16 settembre alle ore 15:30 nel Duomo di Tarcento.

Tramite il canale YouTube “Parrocchia di San Pietro Apostolo – Tarcento” e l’applicazione inParrocchia (Google Play – App Store) selezionando “San Pietro Apostolo via Morgante, 8 Tarcento”, sarà possibile seguire in diretta online dal Duomo di Tarcento il Rosario del 15 settembre ore 19:00, e la Messa funebre del 16 settembre ore 15:30.

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