News dalle scuole

SCUOLE MALPIGHI-BOLOGNA: “A me gli occhi”

― 15 Settembre 2022

Un’articolo del 13 settembre 2022, pubblicato sulle pagine online dell’edizione bolognese del Corriere della Sera, mette sotto i riflettori l’iniziativa del Liceo Malpighi di Bologna: ciascun alunno è tenuto a consegnare, ogni mattina, all’avio delle lezioni, il suo smartphone o cellulare al professore. Il docente custodisce il dispositivo in un armadietto inaccessibile, per tutta la mattinata, e lo riconsegna al legittimo proprietario al termine delle lezioni.  La regola vale anche per gli insegnanti.

Come dichiara il Rettore, la prof.ssa Elena Ugolini, al quotidiano, la scelta non deriva da una demonizzazione della tecnologia, anche alla luce dell’attivazione di un percorso liceale quadriennale di Scienze applicate dedicato alla transizione ecologica e digitale, ma vuole essere un aiuto ai ragazzi e agli adulti per sottrarsi a “queste dipendenze, da cellulare e social appunto”. La professoressa, quindi, afferma che si tratta di un dono, di “un regalo, questo, che stiamo facendo ai ragazzi, ai loro neuroni, ai loro cuori, alla loro affettività e capacità cognitive e di relazione. Lo sostiene anche la neuroscienza“.

In effetti, l’iniziativa era stata preceduta da un progetto-pilota nel precedente anno scolastico, e i ragazzi, inizialmente “hanno fatto fatica ma poi ci hanno ringraziato, coscienti di averne guadagnato in serenità, per le sei ore di presenza, di relazione. E anche i genitori, che vogliono bene ai propri figli, che capiscono quanto sia forte la loro dipendenza da cellulare e social, hanno apprezzato“.

La Notizia è stata ripresa sulle pagine nazionali del medesimo quotidiano, in un articolo di Massimo Gramellini, che ha definito il rettore “una donna, […] una preside ed è la mia eroina. Un’eroina romantica, la categoria migliore perché combatte solo le cause perse“. Il giornalista loda l’iniziativa, perché restituisce ai ragazzi la libertà, “libertà di spettegolare con il compagno di banco, di guardarlo addirittura in faccia“. La cosa che lo preoccupa di più, affonda Gramellini, non è infatti la crisi energetica o qualsivoglia questione di natura politica, ma il fatto che “una coppia di miei amici, per attirare l’attenzione del figlio seduto a un metro di distanza, sia ormai costretta a mandargli un messaggio su WhatsApp“.

La Notizia ha acceso, poi, un dibattito, riportato sulle pagine online del Quotidiano Nazionale, accogliendo il favore anche del noto psichiatra Paolo Crepet, che, in un’articolo dell’agenzia AGI, ha lanciato un messaggio forte al Ministro dell’Istruzione: “il modello Malpighi diventi un esempio nazionale”. Le ragioni sono di natura scientifica, cioè “i telefonini sono utilizzati anche in classe e durante le lezioni anche perché sono una droga”. I benefici di questa iniziativa saranno, a sua detta, “un netto calo dell’aggressività, un aumento netto di capacità cognitive, memoria e attenzione e, soprattutto, un aumento netto delle relazioni sociali ed emotive“.

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