L’OIDEL (International Organization for the Right to Education and Freedom of Education) e FUNCIVA (Fundación Ciudadanía y Valores), in collaborazione con UNIR (Universidad de La Rioja) hanno anticipato, con un articolo pubblicato in maggio, contestualmente alla presentazione pubblica della ricerca a Ginevra, la pubblicazione del rapporto denominato FREEDOM OF EDUCATION INDEX 2023.
Il Documento intende monitorare il diritto all’istruzione e la libertà di educazione a livello globale, in riferimento all’Articolo 26.3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che si riferisce al Diritto dei genitori di poter scegliere l’educazione dei propri figli: ““I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere d’istruzione da impartire ai loro figli”.
La ricerca si concentra pertanto principalmente sul tema del pluralismo educativo, esaminando 157 paesi, dei quali soltanto sei, tra cui Cuba, Corea del Nord, Afghanistan, Eritrea, non riconoscono la libertà educativa nel loro ordinamento. Di contro, circa 101 paesi garantiscono costituzionalmente la libertà di educazione e la libertà di scelta dei genitori, consentendo l’esistenza di scuole non statali.
Alla ricerca hanno partecipato ben 20 ricercatori su scala globale e, nel tracciare il rapporto hanno tenuto presente quattro indicatori:
- The legal possibility to establish and manage NGS (La possibilità di fondare e gestire scuole non statali);
- Public funding of NGS (Finanziamento pubblico delle scuole non statali);
- Net enrolment rate in primary education (Tasso di iscrizione netto all’Istruzione primaria);
- Rate in NGS as percentage of total (primary education) (Tasso percentuale delle scuole non governative sul totale dell’Istruzione primaria).
Sulla base di tali indicatori, sul podio si attestano, nell’ordine: Irlanda, Olanda e Belgio. L’Italia si attesta in 62° posizione, preceduta da Bangla Desh e Bulgaria e seguita da Nepal e Uruguay.

