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SANTA SEDE: Lettera Apostolica “Sublimitas et Miseria Hominis” del Santo Padre Francesco nel quarto centenario della nascita di Blaise Pascal

― 21 Giugno 2023

Attraverso un articolo dedicato, l’Ufficio Nazionale per l’Educazione la Scuola e l’Università della CEI rende noto che il Santo Padre ha pubblicato la Lettera Apostolica “Sublimitas et Miseria Hominis in occasione dei quattrocento anni dalla nascita di Blaise Pascal. 

Come sottolinea l’articolo, il centro concettuale del Documento è la riflessione sul “paradosso” della “grandezza e miseria dell’uomo”.  Pascal, nonostante la sua particolare spiritualità e il suo attaccamento a Dio, era un uomo del suo tempo, “attento ai problemi allora più sentiti, come pure ai bisogni materiali di tutte le componenti della società in cui viveva“. Il Santo Padre ha parlato di una particolare apertura alla realtà, che si è declinata in lui in un atteggiamento a “non chiudersi agli altri nemmeno nell’ora dell’ultima malattia“. Infatti, delle sue ultime ore si ricorda questa affermazione: “Se i medici dicono il vero, e Dio permette che mi rialzi da questa malattia, sono deciso a non avere alcun altro impiego né altra occupazione per tutto il resto della mia vita che il servizio ai poveri“.

Particolare attenzione viene riservata anche al problema della relazione fra fede e verità, la quale, benché riconosciuta in Pascal comunque come inscindibile, poiché “aveva certamente la preoccupazione di far conoscere a tutti che Dio e il vero sono inseparabili”, sapeva, però, “che l’atto di credere è possibile per la grazia di Dio, ricevuta in un cuore libero“. La ragione, nella concezione pascaliana, è qualcosa che “lo rende solidale con tutti i fratelli umani in cerca di verità, gli permetterà di riconoscere i limiti dell’intelligenza stessa e, nel contempo, di aprirsi alle ragioni soprannaturali della Rivelazione“.

La ragione, così intesa, conduce all’evidenza della superiorità della realtà sull’idea, infatti, ammonisce Francesco, “niente è più pericoloso di un pensiero disincarnato: ‘Chi vuole fare l’angelo fa la bestia’”. “Le ideologie mortifere di cui continuiamo a soffrire in ambito economico, sociale, antropologico e morale tengono quanti le seguono dentro bolle di credenza dove l’idea si è sostituita alla realtà“.

Altro tema di particolare rilievo nell’economia della Lettera è quello dell’infinito desiderio di felicità dell’uomo a cui solo l’infinito può dar risposta. Da tale constatazione discende la coscienza che l’uomo ha della sua miseria: “la forza di Pascal è anche nel suo implacabile realismo, nella constatazione cioè che l’”abisso infinito” in cui piomba l’uomo a causa della sua natura ”non può essere colmato se non da un oggetto infinito e immutabile, ossia da Dio stesso”.

Una certa attenzione è riservata anche a quella dimensione gnoseologica pascaliana, che si riassume nella frase “Conosciamo la realtà non solo con la ragione, ma anche con il cuore“, che il Santo Padre spiega affermando che le Verità supremenon sono dimostrabili con la ragione, ma possono essere conosciute con la certezza della fede, e passano poi dal cuore spirituale alla mente razionale, che le riconosce come vere e può a sua volta esporle”. Tali Verità, secondo Francesco, possono essere accolte solo nel caso in cui “la grazia di Dio permette al cuore dell’uomo di accedere all’ordine della conoscenza divina, alla carità. E’ impossibile credere se Dio non inclina il cuore“.

 

 

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