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UNESU: Il discorso di Papa Francesco agli alunni dei centri di formazione professionale della CONFAP nel 50esimo di fondazione

― 3 Maggio 2024

L’Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università ha pubblicato un Articolo nella giornata del 3 maggio 2024 con il quale, dopo aver reso noto che, nella stessa data, nell’Aula Paolo VI, papa Francesco ha ricevuto in udienza oltre settemila studenti e formatori della Confederazione Nazionale Formazione Aggiornamento Professionale (CONFAP), ha reso disponibile il Discorso del Santo Padre.

Il Pontefice, dopo aver salutato il Ministro dell’Istruzione e del Merito e le personalità presenti, ha ringraziato gli operatori scolastici, in quanto “espressione della ricca e variegata spiritualità di diversi Istituti Religiosi, che hanno nel loro carisma il servizio ai giovani attraverso la formazione professionale“. In particolare ha sottolineato la rilevanza della loro azione, in quanto si tratta di una “proposta formativa è integrale“, perché riserva “una cura e un’attenzione speciali soprattutto verso i giovani che si trovano ai margini della vita sociale ed ecclesiale“.

Il Santo Padre, nel suo discorso si è soffermato sulla piaga dell’abbandono scolastico che ha definito come una “Tragedia”. Papa Francesco si è rivolto, perciò, agli adulti con un’esortazione: “gli adulti condividano i sogni e i desideri dei giovani, li introducano, li sostengano, li incoraggino senza giudicarli“.

Il Pontefice ha sottolineato, poi, il valore della formazione continua, valido antidoto alla dispersione scolastica, che può realizzarsi in maniera compiuta solo attraverso un’alleanza con le famiglie e con le imprese. Di fronte alle epocali trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, la formazione deve fuggire due tentazioni: la tecnofobia e la tecnocrazia.

Infine, il Santo Padre ha sottolineato il valore della “professione”, che costituisce un elemento essenziale della propria identità personale: “il lavoro è un aspetto fondamentale della nostra vita e della nostra vocazione. Eppure, oggi assistiamo a un degrado del senso del lavoro, che viene sempre più interpretato in relazione al guadagno piuttosto che come espressione della propria dignità e apporto al bene comune“.

 

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