Rassegna stampa

Arte e Storia delle idee. Hans Tuzzi: così l’arte fa i conti con la peste

― 20 Novembre 2021

Hans Tuzzi, Avvenire.it, 19.11.21

“Nelle settimane che resero palese come la Covid 19 fosse una “nuova peste”, pare che in libreria siano stati venduti molti romanzi che trattavano l’argomento, dalla Peste di Camus al Decameron, passando ovviamente per Manzoni e il Defoe della Gran peste di Londra. E i media non mancarono di rilevare il fatto. Meno indagato il rapporto fra l’arte e l’epidemia, se si eccettuano rapidi cenni alle ceroplastiche composte dal siciliano Gaetano Zumbo per Casa Medici, in passato studiate – la carne, la morte – da Mario Praz: su tutte, appunto, La peste, un presepe barocco fattosi incubo, con in primo piano i lividi cadaveri imputriditi di bambini innocenti, in uno scenario di disperazione e morte dove tra pustole piaghe spasimi e deliqui il Grande Assente è Dio. E tuttavia l’arte ha forse qualcosa in più da dirci in proposito. Non so se sia vero che dopo il «non ce n’è Coviddi», diventata la Sicilia per alcune settimane una fra le regioni con il maggior numero di contagi, a Palermo si sia invocata santa Rosalia. Se non è vero, è verosimile. E a molti sarà venuto alla mente come Antoon van Dyck, il fiammingo pittore di corte di re Carlo I Stuart, nel 1624, lasciata Genova per Palermo, vi sbarcò poco prima che in città infuriasse il morbo”.

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