Rassegna stampa

Con Neruda alla scoperta di parole maestose nel cuore dei ragazzi

― 4 Novembre 2021

Elisabetta Valcamonica, ilSussidiario.net, 04.11.21

“C’è, tra i libri che ho scelto di leggere con i miei alunni all’inizio di quest’anno scolastico, un gioiello forse poco conosciuto. Racconta la storia di un ragazzo timido, esile, balbuziente, che cresce in una famiglia del Sudamerica in cui il padre vorrebbe diventasse medico o dentista. Il luogo in cui vive è Temuco, in Cile, una terra abitata anche dalla tribù indigena dei Mapuche, a cui gli uomini d’affari vorrebbero togliere spazio e importanza.

Il ragazzo ama leggere, fantasticare; raccoglie gli oggetti più strani, ma il padre lo avversa, vorrebbe che si irrobustisse, vorrebbe che stesse di più all’aria aperta per prendere muscoli e colore. È per questo che ogni estate lo porta con Laurita (la sua sorellina più piccola) in vacanza sull’oceano, dove lo costringe a nuotate forzate, ma dove Neftalì (è questo il nome del ragazzo di cui il romanzo ci racconta la storia) riesce di nascosto a trovare un nascondiglio per dedicarsi alla lettura.

Ama le parole, Neftalì. Ne ama il suono, ne ama il significato, ama la magia che sprigionano, ama comporle in combinazioni che esprimono i suoi più profondi sentimenti e pensieri, ama scrivere per raccogliere e donare gli interrogativi che emergono nel suo animo sensibile e delicato. E lo ama a tal punto da aver lasciato al mondo il tesoro gigantesco dei suoi componimenti, alla fonte dei quali ciascuno di noi può abbeverarsi per trovare ristoro e compagnia”.

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