Rassegna stampa

Esame di maturità. Quel no allo scritto di Italiano di maturandi immaturi e sgrammaticati

― 11 Novembre 2021

Riccardo Prando, ilSussidiario.net, 11.11.21

“Se è vero che “le parole sono pietre” (Carlo Levi), viene da pensare che “pietà l’è morta” (Nuto Revelli) anche per la lingua italiana, quella in cui “‘l sì suona” (Dante Alighieri). Suona o suonava?

A leggere il testo della petizione che, via change.it, 30mila “studenti maturandi” hanno inviato al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per chiedere “l’eliminazione delle prove scritte all’esame di maturità 2022”, siamo tentati di rispondere con la seconda ipotesi. A fornirci prove inconfutabili circa tale scelta è – sembra un paradosso… e infatti lo è – lo stesso testo, che così recita: “Troviamo ingiusto e infruttuoso andare a sostenere un esame scritto in quanto pleonastico”.

Punto primo: perché “andare a sostenere” (proprio del linguaggio parlato) invece del più semplice “sostenere”? Ma questo è il meno.

Proseguiamo: “… pleonastico, i professori curriculari nei cinque anni trascorsi, hanno avuto modo di toccare con mano e saggiare le nostre capacità”. Tra la proposizione che precede la prima virgola e quella ad essa successiva non c’è correlazione diretta: dunque, la virgola non ha ragion d’essere. Meglio sarebbe stato sostituirla, ad esempio, con un punto fermo. Così vale anche per la seconda virgola”.

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