Rassegna stampa

Filosofia. Artigiano, artista, filosofo. Lo storico secondo Durant

― 21 Dicembre 2021

Francesco Perfetti, ilGiornale.it, 18.12.21

“L’idea di scrivere la celeberrima e fortunatissima The Story of Civilization, nota in italiano col titolo Storia della civiltà, l’allora ventisettenne William James Durant (1885-1981) l’ebbe nel 1912 a Damasco, riflettendo, ammalato in ospedale, sull’opera di un celebre storico inglese dell’Ottocento, Henry Thomas Buckle, protagonista della reazione alla storiografia «romantica» allora in voga. Questi, un liberale sensibile alle suggestioni metodologiche delle scienze naturali e dei sistemi sociologici di derivazione positivistica, aveva progettano una imponente History of Civilization in England che avrebbe dovuto essere articolata in quattordici volumi. A causa dell’improvvisa morte nel 1862, proprio a Damasco, però, ne uscirono soltanto i primi due, introduttivi, che ebbero una certa eco per il tono polemico nei confronti della storiografia dominante.

Quando ne lesse l’opera, Durant, che aveva avuto una formazione culturale classica di taglio umanistico, insegnava alla Ferrer Modern School, una scuola «libertaria» ispirata alla «pedagogia anarchica» di Francisco Ferrer. Proprio qui, per inciso, si innamorò di una studentessa quindicenne, Chaya Kaufman, da lui soprannominata Ariel, la quale, oltre a diventarne la moglie, ne sarebbe stata fedele e insostituibile collaboratrice. Per molti anni, tuttavia, a Durant non fu possibile metter mano al progetto e i suoi primi lavori furono di argomento filosofico. Nel 1926, per esempio, uscì The Story of Philosophy: The Lives and Opinions of the Greater Philosophers, che conteneva suggestivi profili di una decina di pensatori, da Platone a Nietzsche, con l’aggiunta, nei due ultimi capitoli, di filosofi europei (Henri Bergson, Benedetto Croce, Bertrand Russell) e americani (George Santayana, William James, John Dewey) più o meno contemporanei. Il successo dell’opera fu talmente clamoroso e remunerativo che Durant poté lasciare il lavoro di docente e dedicarsi finalmente alla stesura degli undici volumi di The Story of Civilization, apparsi fra il 1935 e il 1975”.

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