Rassegna stampa

Filosofia. Idee. Le nuvole, specchio di sé e strada verso il divino

― 5 Dicembre 2021

Rosita Copioli, Avvenire.it, 03.12.21

“Anche se non leviamo gli occhi al cielo, le nubi ci accompagnano. Raro il cielo limpido. Dove però non vediamo gli astri, il sole ci acceca occultandoli. Ma di notte, se le nubi dominano, non vediamo le stelle. Siamo ciechi. Di notte e di giorno. O vediamo gli oggetti del desiderio, in quel cielo dove proiettiamo il massimo anelito. Nefele, centauri e invidia di Era sono nati nel punto dove nasce il mito e si cela il divino, ma nel paradosso, nessuno ha saputo capire il gioco degli dei come Aristofane: giocare a dadi, o dissolvere i disegni sulla sabbia, sulla riva del mare. Dove è Dio? Dove è la verità? La cerchiamo solo attraverso le sue forme mutevoli e dove si oppone la vista: essa si camuffa nelle parole e nelle cose come fossero nuvole: né Socrate né noi possiamo conoscerla; ma solo sapere che si cela, perché è qualcosa che appartiene solo al divino, che gli uomini non possono toccare, né possedere, né tanto meno “usare” a proprio profitto. Il comico, la sua dissolvenza, svolge un’azione di catarsi complementare a quella tragica. Sebbene il problema della visione di Dio sembri semplice – o invisibilità oppure trasposizione di forme di potenza simbolica nell’arcaico – anche l’invisibilità ha bisogno di essere capita”.

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