Rassegna stampa

L’altezza dei quadri

― 15 Novembre 2021

Alessandro D’Avenia, Ultimo Banco, Corriere.it, 14.11.21

“Che cosa fare se un ragazzo cerca il buio? Rifiuta i libri in giro per casa o che portano luce, e dà da leggere Fight club al fratello minore, che lo divora? Lo ha attratto un linguaggio volgare, forse la sensazione di una libertà senza regole. Cercherò di ascoltare le sue impressioni, ma non sarà facile. Ho letto l’Appello, me lo ha regalato quello stesso figlio, ma lui non ha intenzione di leggerlo».

In tante lettere, come questa di una madre amareggiata, mi viene chiesta la soluzione educativa ideale.

Rispondo sempre: non lo so, ma la soluzione ideale siete voi. Il manuale del perfetto educatore fa perder di vista (e di vita) il presente che, nel suo darsi faticoso, è l’unico spazio educativo efficace. Educare non è costringere la vita in una regola o idea, ma aiutare la vita a fiorire: le soluzioni sono celate nelle occasioni. Se l’educatore non vive come fallimento personale e conseguente sterile senso di colpa la sfida lanciata dal bambino/adolescente, potrà trasformarla in occasione di crescita di sé (sono loro a far maturare noi) e dell’altro (di che cosa ha bisogno adesso?): loro mettono alla prova le nostre verità per capire se sono regole vuote o fondamento solido per vivere felici”.

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