Rassegna stampa

L’artista. Barbara Chase-Riboud: «Scrittura o scultura, è sempre memoria»

― 11 Novembre 2021

Daniele Zappalà, Avvenire.it, 10.11.21

“In oltre 60 anni di slanci della creatività a cavallo dell’Atlantico, ha plasmato centinaia di sculture, preferendo quelle di grande formato che combinano e intrecciano materie diverse. Ma la parabola di Barbara Chase-Riboud colpisce anche per l’intrecciarsi continuo di questo percorso con il talento di scrittrice di successo. Fin dagli anni Sessanta, dei celebri musei americani, come il MoMA di New York, hanno acquisito le sue “stele”, come quelle dedicate all’Africa, alla memoria della Tratta negriera, a Malcolm X. Come scrittrice, ha invece spaziato fra raccolte di poesia coronate da premi prestigiosi e romanzi divenuti bestseller tradotti anche in Italia, come La Rivolta della Amistad (Piemme), o La Sultana bianca (Mondadori). In Francia, il 2021 le ha regalato nuovi importanti riconoscimenti, fra cui il Prix Cino del Duca per l’arte, dotato di 100mila euro. Adesso, presso la Fondazione Giacometti, nel quartiere di Montparnasse, si può ammirare la mostra “Alberto Giacometti / Barbara Chase-Riboud. Standing women of Venice / Standing black woman of Venice” (fino al 9 gennaio), che mette i due scultori in dialogo. «Ho avuto una vita da romanzo, non posso negarlo», ci dice ridendo su una terrazza parigina, rievocando le “navi fatali” che dagli Usa, dove nacque (in Pensilvania) appena prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, l’hanno portata prestissimo verso l’Europa, l’Italia e l’Egitto, fino alla scelta di vivere a Parigi, senza mai dimenticare l’Africa come orizzonte d’ispirazione”.

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