Rassegna stampa

Letteratura. Novecento. Le domande di Böll, testimone dell’orrore della Shoah

― 9 Dicembre 2021

Alessandro Zaccuri, Avvenire.it, 07.12.21

“Dov’è tuo fratello? E tu dov’eri? Le due domande si intrecciano sullo sfondo del primo omicidio e, da Caino in poi, non smettono di riproporsi ogni volta che si consuma una violenza. Ritornano anche nei titoli di due libri apparsi degli anni Cinquanta e Sessanta, entrambi di autori tedeschi ed entrambi incentrati sulle efferatezze della Seconda guerra mondiale. Dov’eri, Adamo? (traduzione di Anna Ruchat, Oscar Mondadori, pagine 196, euro 20) fu nel 1951 il primo romanzo di Heinrich Böll, futuro premio Nobel per la Letteratura. Nato nel 1971 e morto nel 1985, Böll assunse molto presto il ruolo di coscienza inquieta rispetto a un passato che la Germania avrebbe preferito dimenticare. Già nella novella Il treno era in orario (1949) e nei racconti di Viandante, se giungi a Spa… (1950) lo scrittore aveva rappresentato in tutta la sua durezza la vita dei soldati della Wehrmacht, esecutori non sempre riluttanti delle atrocità naziste. In Dov’eri, Adamo? gli stessi materiali – in larga misura autobiografici, dato che Böll aveva combattuto al fronte, riportando tra l’altro numerose ferite – si strutturano in quella che, nella sua postfazione, Alberto Cavaglion efficacemente descrive come una spirale narrativa, capace di riprodurre nel lettore la stessa sensazione di spaesamento patita dai personaggi”.

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