Rassegna stampa

Letture. Anacronismo della critica. L’ultimo libro di Giulio Ferroni

― 17 Novembre 2021

Alfonso Belardinelli, ilFoglio.it, 13.11.21

“Leggendo il nuovo libro di Giulio FerroniUna scuola per il futuro (La Nave di Teseo, pp. 244, euro 13), ho constatato che invecchiare è ovviamente non soltanto un problema per artisti, come diceva Gottfried Benn, ma anche per intellettuali, storici della letteratura, docenti e critici. Condivido con Ferroni, mio antico compagno di liceo (nonché con Ernesto Galli della Loggia, altro coetaneo), la preoccupazione per lo stato attuale della scuola e dell’insegnamento. Per scetticismo e per noia (dovuta non agli studenti, ma alla demoralizzante burocrazia) ho voluto smettere di insegnare già un quarto di secolo fa. Vedo perciò le cose molto da fuori. Resto comunque sensibile alla forma che la cultura assume quando entra nelle aule scolastiche e universitarie. La trasmissione del sapere, la formazione di bambini e ragazzi, è una questione sociale di lunghissima durata, è iniziata con le più antiche civiltà e arriva a oggi. Non rimpiango la scuola “di un tempo”; quella che ho conosciuto prima come allievo e poi come docente. In fondo a scuola mi sono sempre sentito a disagio. Nei più di vent’anni in cui ho insegnato, la prima cosa che avevo in mente era fare tutto il possibile per non commettere gli errori più comuni che avevo notato in chi insegna”.

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