Rassegna stampa

Letture. Novecento. Il segno dell’incompiuto nelle lettere di Pasolini

― 6 Dicembre 2021

Alessandro Zaccuri, Avvenire.it, 03.12.21

“Nonostante si interrompa violentemente quando manca ancora un quarto al compimento del secolo, quello di Pier Paolo Pasolini può essere considerato l’ultimo grande epistolario del Novecento. Per la personalità del protagonista, anzitutto, che di lettera in lettera compone un’autobiografia in larga parte collettiva, sullo sfondo di trasformazioni sociali e culturali precocemente intuite con istinto febbrile. Ma le sue lettere di Pasolini sono perfettamente novecentesche per le contraddizioni che manifestano, anche dal punto di vista del documento materiale. Manoscritti, dattiloscritti, copiati in bella oppure segnati correzioni e ripensamenti, nel tempo i messaggi diminuiscono di numero, passando dal rigoglio degli anni Quaranta e Cinquanta alla fioritura più sporadica dei Sessanta. Nei Settanta, infine, si diradano fin quasi a scomparire. Inizialmente restio a servirsi del telefono, anche Pasolini dev’essersi deciso a utilizzare più di frequente la tecnologia allora disponibile. Del resto, non è proprio la svolta cinematografica a essergli implicitamente rimproverata da Gianfranco Contini, che pure era stato dai suoi primi estimatori?”

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