Rassegna stampa

Nella noia che preannuncia la morte c’è lo zampino del diavolo di Bernanos

― 2 Novembre 2021

Roberto Righetto, Avvenire.it, 30.10.21

“«Bernanos è un uomo coraggioso, non ha paura di parlare dei sotterranei della sua anima. E a quella parola, anima, Pereira si sentì riavere, fu come se un balsamo lo avesse sollevato da una ma-lattia e così chiese un po’ stupidamente: lei crede nella resurrezione della carne?». Così il protagonista del famoso romanzo di Tabucchi interroga il giovane Monteiro Rossi che vuole iniziare una collaborazione alla pagina culturale del quotidiano “Lisboa”, di cui era l’unico redattore. Pereira stava traducendo il Journal d’un curé de campagne dello scrittore francese, che adorava assieme a Mauriac perché scandagliava gli abissi dell’animo umano e perché era stato un fermo oppositore di Franco combattendo contro l’alleanza fra il cattolicesimo e i regimi fascisti del tempo. Più avanti si legge in Sostiene Pereira: «Prese di nuovo Bernanos e si mise a tradurre il resto del capitolo. Se non poteva pubblicarlo sul “Lisboa” pazienza, pensò, magari poteva pubblicarlo in volume, almeno i portoghesi avrebbero avuto un buon libro da leggere, un libro serio, etico, che trattava di problemi fondamentali, un libro che avrebbe fatto bene alla coscienza dei lettori»”.

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