Rassegna stampa

Per la scuola ci vuole una rivoluzione copernicana che metta finalmente al centro gli studenti (e non i precari)

― 20 Ottobre 2021

Marco Ricucci, Corriere.it, 19.10.21

“Quando ci si ritrova, in una delle tante o poche «ore buche», in sala professori di una qualunque scuola dello Stivale, da Trieste in giù, come diceva la compianta Raffaella Carrà, per rompere il ghiaccio, ci si chiede: «Sei di ruolo? O supplente? Sei entrato con il concorso, la SISS e il TFA, o il FIT?». Questi acronimi nascondono le «scuole degli aspiranti docenti», che nel corso degli ultimi venti anni si sono susseguite senza di fatto trovare una formula condivisa e stabile per formare in maniera adeguata i professori della scuola media e superiore. Se infatti per diventare maestro (qualche caso) o maestra (la quasi totalità) vi è un percorso ben strutturato di cinque anni, cioè la Facoltà di Scienze della Formazione Primaria, non è così per chi vuole insegnare negli ordini e gradi successivi”.

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