Rassegna stampa

Perché il ripartire dalla scuola richiede anche uno sfondo etico

― 15 Novembre 2021

Fonte: UNESU, Educazione.ChiesaCattolica.it

Adriano Fabris, Avvenire, 13.11.21

“Nella prospettiva di un uso virtuoso del Pnrr, la strategia del governo comprende, fra l’altro, l’intenzione concreta di ripartire dalla scuola. Finalmente, potremmo dire. La scuola italiana ha offerto e continua a offrire un’istruzione di qualità, ma denuncia ritardi e malfunzionamenti, dovuti, nel passato, a un non adeguato impegno, e soprattutto a non adeguati investimenti. Come fanno periodicamente e utilmente i vari report di istituti di ricerca e di fondazioni, potremmo anche noi rimarcare i punti di debolezza della scuola italiana, a vari livelli: dalle strutture spesso vecchie e insufficienti alle derive burocratiche che affliggono le procedure didattiche, fino alla questione – davvero centrale – della motivazione degli insegnanti. Ma sottolinearlo soltanto non risolve la situazione.

Tutto questo e molto altro ci auguriamo invece venga risolto grazie al finanziamento europeo. Il Ministero dell’Istruzione è al lavoro da tempo per questo. Ma per ottenere un risultato duraturo è necessario un piano complessivo e organico, che si sta già delineando e di cui, con alcuni provvedimenti, si cominciano a vedere le prime azioni. Esso tiene conto anzitutto dell’esperienza della pandemia, e perciò comporta una scelta chiara per le lezioni in presenza. Proprio facendo tesoro di ciò che è avvenuto negli ultimi mesi prevede poi, anche, investimenti per l’ammodernamento tecnologico delle scuole: con la consapevolezza che senza la possibilità di usare i nuovi strumenti non è possibile fare una didattica adeguata e, fra l’altro, preparare gli studenti al mondo del lavoro. Il tema dell’istruzione professionalizzante, rispetto al quale l’Italia è molto indietro nel confronto con l’Europa, è uno di quelli che sarà affrontato. Così come è già chiaro, fin da oggi, l’impegno per un’edilizia scolastica non solo da riqualificare ma da ripensare radicalmente”.

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