Rassegna stampa

Post-America: il senso di colpa dei padri, il nichilismo dei figli

― 9 Settembre 2021

Fabrizio Foschi, ilSussidiario.net, 09.09.21

“Ma davvero nella nostra epoca post-contemporanea sono finite le ideologie? Sono cioè tramontate per sempre quelle “veline” fabbricate dall’uomo che a seconda delle circostanze offrono una immagine capovolta della realtà e pretendono di orientare le masse nella direzione da loro indicata? Davvero sarebbero state sconfitte, le ideologie, dalla democratizzazione del rapporto con la realtà, per cui la vediamo meglio con la rete e i social, proprio perché mettiamo a fuoco quello che ci pare e non quello che “ideologia comanda”?

Nella scuola, per esempio, taluni pregiudizi storici, filosofici, scientifici, per cui si possa parlare, chessò, di Medioevo senza tirare in ballo il pregiudizio della sua arretratezza o di un Galileo senza accusare la Chiesa di ogni empietà, sarebbero per sempre superati da una maggiore circolazione di informazioni e fonti critiche? Ne dubitiamo assai. Vero è tuttavia che le carte, a proposito di ideologia e realtà, si sono profondamente modificate da un ventennio a questa parte. Il ventennio è quello che va dal crollo delle Twin Towers del 2001 alla fine della occupazione americana dell’Afghanistan in corso in questo stralcio di 2021. Anni segnati dalla crisi delle certezze sulla fine della storia (era la tesi di Fukuyama) e da un fenomeno molto più profondo di cui ha parlato al Meeting di Rimini il teorico della politica Joshua Mitchell, della Georgetown University.”

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