Rassegna stampa

Record di bocciati allo scritto del concorso di magistratura. Il flop dell’italiano a scuola ormai è un’emergenza democratica

― 14 Dicembre 2021

Marco Ricucci, Corriere.it, 13.12.21

“Il Codice di Hammurabi, databile intorno al 1750 prima della nascita di Cristo, è una raccolta di leggi scritte per i sudditi dell’Impero babilonese, ma probabilmente agli aspiranti magistrati, che hanno svolto, nel 2021, l’ultimo concorsone per accedere ai tribunali della Repubblica italiana, sarà poco famigliare, a vantaggio del diritto romano. Passando dunque dai libri di storia antica – si tenga bene conto del motto historia magistra vitae!- alla cronaca nostrana, da più parti è stata ripresa la notizia che la maggioranza degli aspiranti giudici non è riuscita a superare la prova scritta per gli eccessivi errori di grammatica di lingua italiana. Nel dettaglio, in base all’ultimo aggiornamento sul concorso da 310 posti che si è tenuto dal 12 al 16 luglio, i candidati erano precisamente 5.827; e di loro soltanto in 3.797 hanno consegnato la busta con la prova. Ma, paradossalmente, il reale problema si presenta proprio con la correzione degli elaborati: sui 1.532 compiti esaminati finora dalla Commissione, è passato soltanto, a stento, il 6% dei candidati, ovvero 88 aspiranti. Incredibile ma vero: qual è la ragione? Gli aspiranti magistrati non sanno scrivere nella lingua italiana e, per riprendere le parole dolenti della Commissione in un analogo concorso del 2008 prima di questo, gli errori grammaticali sono troppi”.

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