Rassegna stampa

Santi subito

― 2 Novembre 2021

Alessandro D’Avenia, Ultimo Banco, 01.11.21

“La festa di oggi ci concede una vacanza perché nella tradizione cristiana si festeggiano «Tutti i Santi», cioè non solo quelli del calendario, ma tutti quelli che godono di una condizione di «beatitudine». Alla parola «santo» (uomo portatore del divino), che viene associata a un inarrivabile supereroe della fede capace di cose straordinarie se non bizzarre, preferisco la parola usata da Cristo per indicare «chi ha la vita eterna»: «beato». Beato vuol dire infatti felice e la vita eterna non è la vita dopo la morte, ma la vita superiore a qualsiasi tipo di morte (noia, abitudine, dolore…), vita a massima intensità, che non può essere spenta. Quando dico «beato te!» dico a qualcuno che è vivo più che mai, felice. Infatti felice (dalla stessa radice di physis, la natura in greco, ciò che genera) era l’aggettivo usato dai contadini romani per indicare la pianta che dà frutto (arbor felix è l’albero fecondo). Il beato è felice perché la sua vita è feconda, dà frutto, ha la gioia che proviamo vedendo un campo di grano maturo, un albero carico di ciliegie o un cespuglio pieno di rose. Il beato è infatti «con-tento», come dice la parola stessa, è «tenuto insieme», come un bambino in braccio alla madre, egli è in braccio alla vita: ogni aspetto della vita attorno a lui e in lui mostra unità e pienezza. Ma si può davvero esser beati in mezzo alle fatiche e alle sofferenze del vivere quotidiano, adesso, subito?”

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