Rassegna stampa

Se in Rete quel che conta è solo «appagare» gli occhi

― 2 Novembre 2021

Raoul Gabriel, Avvenire.it, 29.10.21

“Il web in tutte le sue sfaccettature, dai social, alle tv streaming, ai network di ogni sorta, lavora quotidianamente alla nostra rieducazione linguistica attraverso un nuovo vocabolario coerente con le semplificazioni della indicizzazione Seo. Vocabolario che ha come priorità il primato della funzione, declinata nelle forme di una comunicazione il cui ecosistema prevede unicamente due categorie di nativo: il venditore e il compratore. La progressiva traduzione di tutto lo scibile umano in questo neo-idioma velocizza, omogeneizza e globalizza ogni contenuto fino a renderlo una sorta di melma virtuale di cui è del tutto inutile cercare un significato, dissolto nella marea indistinta dei dati. Da questo vocabolario origina una sintassi i cui meccanismi interni afferiscono esclusivamente a un ritorno di mercato. Senza accorgercene, o meglio, senza che ce ne preoccupiamo, veniamo traghettati docilmente dal cogito ergo sum al comprovendo ergo sum. Compro-vendo che riguarda indistintamente idee e immagine, gazebo e lampadine. La trasformazione linguistica, nonostante il suo effetto da diserbante culturale, porta alla luce una infinità di aspetti su cui riflettere. Uno di questi riguarda l’ascesa sempre più irresistibile di una definizione intesa a sostituire il concetto di bellezza e di estetica, congegnata per enfatizzare i contenuti visivi che circolano nei tumultuosi e ripetitivi torrenti digitali”.

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