Rassegna stampa

Se vivo è per amori

― 29 Novembre 2021

Alessandro D’Avenia, Ultimo Banco, Corriere.it, 28.11.21

“«Sto cercando di catturare nell’oggetto il desiderio dell’individuo e di fissare le sue aspirazioni in superficie, in una condizione di immortalità». Sono le parole con cui Jeff Koons accompagna alcune delle opere della mostra che ho visitato qualche giorno fa nella cornice di Palazzo Strozzi a Firenze.

Stando di fronte ai suoi famosi giganteschi palloncini in acciaio lucido e coloratissimo, lo spettatore si specchia e annega nella sua stessa immagine ripetutamente riflessa: l’opera d’arte non è una porta o una finestra, ma uno specchio. La brama di esistere viene immortalata in una superficie che non contraddice, non interroga, non fa riflettere, ma riflette, cioè ripete, come alla regina della fiaba, che il più bello del reame sei tu: tu splendi (Shine è il titolo della mostra), tu non morirai. L’acciaio soffiato a forma di palloncino è specchio dell’uomo: un alito di vita che sogna di non sparire. Lo spettatore rivive così il desiderio del bambino che vuole sempre comprare i palloncini, gioioso ricordo del grembo e del seno della madre. Chi guarda le opere di Koons vuole infatti toccarle, morderle, consumarle. Sono uscito dalla mostra con una domanda: sono solo un soffio incastrato in una carne passeggera che desidera durare per sempre e si illude di poterlo fare, o sono qualcosa di più?”.

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