Rassegna stampa

«Squid game». Quei giochi di morte che affascinano i giovanissimi

― 13 Ottobre 2021

Andrea Fagioli, Avvenire.it, 11.10.21

“Non è facile capire (a parte la tensione che a tratti crea) quali siano i reali motivi del successo di una serie come Squid game (tra l’altro sudcoreana e in lingua originale con sottotitoli), che si appresta a diventare la più vista in assoluto su Netflix, surclassando persino La casa di carta.

Per di più, come scriveva Gigio Rancilio nella sua rubrica «Vite digitali» su Avvenire dell’8 ottobre, anche «tanti under 14 vanno pazzi» per questo prodotto «violento e vietato». Infatti, la visione sarebbe impedita ai minori di 14 anni, ma è una foglia di fico perché poi nessuno è in grado (o ha la volontà politica) di controllare la vera identità di chi accede a una piattaforma on line.

A parte questo, i nove episodi di Squid game (letteralmente “Il gioco del calamaro”) raccontano la storia, ambientata ai giorni nostri in Corea del Sud, di Gi-hum, sfaccendato quarantenne, divorziato, una figlia di dieci anni, scommettitore incallito, un grosso debito con le banche e con gli strozzini, che vive sulle spalle dell’anziana madre fino a che un giorno gli viene offerta la possibilità di diventarlo miliardario (in won, la moneta sudcoreana) partecipando a una serie di giochi ispirati a quelli dell’infanzia che ben presto si rivelano una vera e propria lotta per la sopravvivenza: chi perde viene ucciso”.

[Leggi l’articolo]

Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione, per personalizzare contenuti, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Dovrai accettare l’uso dei nostri cookie per continuare a utilizzare il nostro sito web. Leggi l’informativa privacy e la cookie policy.